La Notte Del Giudizio – Election Year
The Purge: Election Year
James DeMonaco
thriller, action
Frank Grillo, Elizabeth Mitchell, Mykelti Williamson, Edwin Hodge
2016
105'
USA
Al suono delle sirene de La Notte Del Giudizio ormai, diciamola tutta, mi sono affezionato. Sentirle continua a darmi una scarica di adrenalina e anche in questo terzo tuffo nell’America distopica immaginata da James DeMonaco le sensazioni sono state le medesime. La notte dello Sfogo annuale che ci troviamo a seguire questa volta, però, è più distante nel tempo: dopo la notte del 2022 cui abbiamo assistito ne La Notte Del Giudizio e quella del 2023 di Anarchia – La Notte Del Giudizio, stavolta c’è un salto temporale nel futuro che giunge al 2040.
La notte dello Sfogo, la notte durante la quale tutto è concesso, è ormai una pratica accettata e riconosciuta dai più, tanto che addirittura ci sono gruppi che si recano negli Stati Uniti proprio per vivere quella notte selvaggia all’insegna di un’unica regola: tutto è concesso. Tuttavia avevamo già visto sorgere delle sacche di resistenza nel corso del precedente film, e ora le cose sono ulteriormente montate fino a raggiungere i piani alti della politica nazionale: una senatrice candidata alla presidenza, Charlie Roan, ha come punto cardine della propria campagna elettorale l’abolizione della notte dello Sfogo, ritenuta una manovra unicamente politica che serve ai Nuovi Padri Fondatori per eliminare senzatetto, poveri, drogati e bisognosi di vario genere, in modo da risparmiare sulle spese di sanità e di assistenza sociale.
La sua azione è mal vista dall’establishment politico nazionale, che corre ai ripari bandendo l’unica regola che era stata sempre valida nei precedenti Sfoghi, ovvero l’immunità per certe categorie sociali che includevano i politici. Risulta chiaro il piano di eliminare la senatrice ed evitare di correre rischi. A difenderla ritroviamo Leo Barnes, protagonista del secondo film e ora a capo di una società di sorveglianza e protezione. Come si potrà immaginare, le cose non andranno come pianificato e la senatrice, scortata dal solo Barnes, si ritroverà coinvolta in una rocambolesca fuga per le strade di una Washington messa a ferro e fuoco da gruppi di psicopatici di ogni sorta.
Con questa terza installazione nella saga, DeMonaco opera la stessa operazione già compiuta col secondo film, ovvero quella di espandere il livello del conflitto: se nel primo era stato a livello familiare e di vicinato, quindi quasi unicamente personale, e se nel secondo era diventato invece a livello urbano, ora ci si sposta verso la scala nazionale, con implicazioni che potrebbero determinare cambiamenti profondi nello status quo. Questa operazione di espansione concettuale e tematica viene accompagnata, però da una mancanza di una connessa variazione delle meccaniche della storia, che si muove invece su binari assai simili a quelli su cui si muoveva Anarchia.
Proprio questo rischia di essere il limite di un film che, bisogna dirlo, rimane valido, dal ritmo serrato e dalle immagini forti. Pecca un po’ di estremismo quando dipinge i partecipanti allo Sfogo come degli immancabili e originali psicopatici, e lo svolgimento della vicenda è tutto orientato all’azione, con l’immancabile trovata iniziale che permette alla vicenda di muoversi dal binario della sicurezza e stabilità a quello della fuga per le strade cittadine in mezzo a ogni sorta di minaccia, stavolta anche politica.
Pur non brillando della luce dei predecessori, in particolare del primo film, La Notte Del Giudizio – Election Year è un film adrenalinico e dai buoni contenuti tematici e umani, il cui finale si presta a diverse letture e che potrebbe non mettere la parola fine alla saga. La forza del primo film si è un po’ persa, tuttavia analizzando la trilogia nella sua interezza risulta possibile individuare una visione uniforme e coesa che rende ciascun film un tassello significativo per delineare una situazione complessa come quella dell’America prossima ventura.
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