Il 18° Vampiro
Claudio Vergnani
vampiri, action
Gargoyle Books
547
2009
Italia
Possiedo questo libro, edito dall’italiana Gargoyle Books, ormai da quasi sei anni, e solo a fine agosto, al rientro dalle ferie estive, mi sono deciso finalmente a leggerlo. Una scelta quanto mai saggia, dal momento che la storia mi ha appassionato e mi ha fatto legare ai suoi personaggi al punto che ho iniziato a leggere una decina di pagine a sera, prima di dormire, per gustarmi il più a lungo possibile la loro compagnia. La fine è però ormai giunta, ed è tempo di parlarvi de Il 18° Vampiro, primo romanzo del modenese Claudio Vergnani.
La prima cosa che mi permise di prendere in simpatia questo libro fu la biografia del suo autore, il quale si descrive come una persona che non ama le regole e le gabbie imposte dalla società, a partire dal lavoro, col quale ha avuto un rapporto turbolento ed incostante. Tirando di boxe e giocando a scacchi, ha coltivato la passione per la scrittura, divenuta ormai la sua attività primaria, dal momento che nel corso degli ultimi anni ha pubblicato diversi altri romanzi. Con quello che vi presentiamo oggi si è affacciato alla scena dell’horror italiano, irrompendo con forza e passione travolgente.
Come da prontuario dell’onesto recensore, il primo aspetto da analizzare è la trama, che, nel caso in esame, è in verità piuttosto semplice e lineare. Il mondo – o perlomeno, quello del romanzo – è alle prese con la minaccia dei vampiri. Si tratta di una minaccia inizialmente sotterranea, come da tradizione. Una minaccia notturna, ignota, inesplicabile, e che vede la gente continuare a vivere ignara ed inconsapevole. C’è però qualcuno al corrente di quanto sta in realtà accadendo, ed assolda un manipolo di uomini sempre diversi per affrontare le creature notturne. Tali uomini sono quasi sempre sbandati, reietti, disperati alla ricerca ciascuno di qualcosa di diverso: chi di soldi, chi di motivazioni, chi di sfogo, chi di compagnia. Le loro azioni si svolgono durante il giorno, per evitare i rischi di affrontare i vampiri al buio: individuato il covo, vi si dirigono, cercano il vampiro e gli trafiggono il cuore, proprio come dei novelli Peter Cushing, pur senza un’oncia della sua classe.
La miccia che fa deflagrare le cose la accende Vergy, uno degli ammazzavampiri che si ritaglia un ruolo centrale per via delle sue iniziative, del suo carattere e del suo linguaggio colorito e colmo di imprecazioni. L’omone, infatti, riesce a strappare ad un vampiro un’informazione che li porterà dritti dritti nell’antro di un Maestro, un potente arcivampiro che coi suoi poteri psichici è in grado di creare e controllare i figli della notte. Da quel momento in poi la situazione cambierà radicalmente ed i vampiri usciranno allo scoperto. La vicenda vira verso atmosfere da apocalisse zombi e diventa ricca di spostamenti ed azione, fino alla sorprendente resa dei conti finale.
Vergnani narra in prima persona una storia che, seppur calata in un filone già esplorato, ha la capacità di offrire spunti nuovi. Gli ammazzavampiri non sono organizzati, non sono studiosi del folklore, non sono colti: sono disadattati di vario tipo e di vario grado, con una vita complicata, spesso triste. La loro non è una missione a fin di bene, non lo è almeno fino alle battute finali, ma anche lì diventa più rivalsa personale, più un recupero di orgoglio perduto e dimenticato, piuttosto che atto benefico volto a sconfiggere il male. L’autore dissemina lungo il romanzo, lungo ed articolato, non solo molte citazioni, diverse delle quali tutt’altro che banali, ma anche molto di sé. Senza arrogarsi diritti di comprensione su cose che non conosciamo, è sufficiente leggere la spalletta in terza di copertina per riconoscere alcuni dei tratti lì descritti sparsi tra i protagonisti della vicenda. E’ assai probabile che nell’opera ci sia molto della sua filosofia e del suo approccio alla vita, e non deve essere un caso se il protagonista-narratore si chiami proprio Claudio.
Nel consigliare la lettura de Il 18° Vampiro, non rimane che ricordare che il romanzo ha avuto due seguiti: Il 36° Giusto e L’Ora Più Buia. Sarà nostro incarico, ma in primis nostro piacere, parlarvene prossimamente. Nell’attesa, provate a recuperare il romanzo per scoprire come una storia di vampiri, spogliata degli aspetti vanagloriosi, eleganti e vittoriani, può regalare tutt’altre sensazioni, più moderne, quotidiane e vicine a noi, non solo geograficamente.
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