Train To Busan
Busanhaeng
Sang-ho Yeon
contagio, action
Yoo Gong, Soo-an Kim, Yu-mi Jung, Dong-seok Ma
2016
119'
Corea del Sud
Dopo anni di animazione, Sang-ho Yeon debutta nel cinema “vero”, con attori in carne e ossa, e lo fa bene, decisamente bene. Perché Train To Busan, il film sudcoreano di cui vi parleremo oggi, è una vera e propria bomba, con un tasso adrenalinico costantemente alto e con un interessante sviluppo dal punto di vista emotivo.
Il protagonista principale, da perfetto manuale dello sceneggiatore, viene presentato nel suo contesto ordinario: è un uomo separato dalla moglie, ossessionato dal lavoro, che vive con sua madre e con la figlioletta Soo-an. Dopo un po’ di insistenze da parte di quest’ultima, si convince ad accompagnarla a Busan, dove vive la madre della bimba. Partono in treno al mattino presto e, mentre la gente sale a bordo, vengono efficacemente presentati allo spettatore gli altri personaggi principali: una coppia, con lei incinta; un ragazzo che gioca nella squadra di baseball della sua squadra, con annessa cheerleader; un uomo dall’aspetto trascurato che sembra sapere qualcosa su quanto accade; il responsabile di un’azienda che farà valere la sua autorità nel corso delle vicende.
In realtà, tolta la parte iniziale in cui viene raccontato il personaggio del protagonista, la sua situazione personale e la sua difficile relazione con la figlia, sempre più delusa dal padre, il resto del film è un autentica corsa folle, tanto quanto quella del treno. All’ultimo momento prima della partenza, sale a bordo una ragazza ferita che, dopo pochi minuti, subisce una mutazione e diventa incredibilmente aggressiva, assalendo chiunque e mordendo le vittime, che a loro volta si trasformano. Il caos esplode subito, incontrollabile.
Il contesto del treno, quindi un ambiente per forza di cose chiuso, diventa l’avvincente teatro di una continua e strenua sopravvivenza che vedrà impegnato il gruppetto di protagonisti. Mentre tutti risultano delineati in maniera chiara fin dalle prime battute, e non necessitano una grossa evoluzione nel corso del film, un buon lavoro è stato fatto sulla caratterizzazione del protagonista, che invece si evolve liberandosi di certi difetti di cui tutti lo accusano nelle fasi iniziali e riuscendo a ritagliarsi un posto nel cuore della figlioletta, che finalmente riuscirà ad amare incondizionatamente il padre.
Pur nella sua semplicità, la narrazione del loro rapporto diventa la vera colonna portante della sceneggiatura, che porta a un finale con un notevole tasso emotivo. Ma è chiaro che l’aspetto che più estesamente permea il film è l’azione pura, serrata, dove si mischiano i temi del contagio e dell’assedio, dove trovano posto personaggi variegati che permettono di raccontare diverse sfaccettature dell’animo umano. Il tutto calato in una situazione che non lascia respiro e che trova sempre un buon movente per essere portata al livello successivo.
In buona sostanza, questo è quanto potete attendervi da Train To Busan: ritmo, adrenalina, dei contagiati veramente pericolosi – bellissime le scene dell’esercito “zombificato” e dell’inseguimento del treno dall’alto – ma anche il ritrovamento di sé stessi e dei veri valori della vita nel momento di massima difficoltà. Per tutti questi motivi, la visione del film è fortemente suggerita a chiunque cerchi un horror movimentato ma anche con dei bei momenti intensi. Se proprio si volesse trovare un difetto, probabilmente si poteva tagliare qualcosa in modo da accorciare una durata complessiva piuttosto elevata rispetto a un film di questo genere. Tuttavia, anche con la sua lunghezza di un soffio inferiore alle due ore, il film fila via che è una bellezza, proprio come un treno.
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