Hell
Tim Fehlbaum
post-apocalittico
Hannah Herzsprung, Lars Eidinger, Stipe Erceg, Lisa Vicari
2011
89'
Germania, Svizzera
Germania, 2016: le radiazioni solari hanno distrutto l’atmosfera e la temperatura sulla Terra si è innalzata di dieci gradi Celsius. La superficie del pianeta è diventata quasi invivibile, perché oltre al caldo, quasi insostenibile durante il giorno, la luminosità è ormai talmente intensa da non permettere nemmeno di capire cosa si ha intorno. In questo scenario post-apocalittico, un gruppo di sopravvissuti, costituito da Marie, la sorellina Leonie e Phillip, si dirige verso le montagne, con la speranza che lassù sia presente ciò che è rapidamente diventata merce rara e preziosissima sulla Terra: l’acqua.
Film sul filone dei catastrofici/post-apocalittici, a causa di un budget decisamente ridotto sceglie forzatamente di non mostrare e di essere minimale. La luminosità degli esterni offre la motivazione ideale per non avere scenari e il numero dei personaggi è ridotto, con pochissimi di essi parlanti e con una presenza su schermo significativa. Il titolo, Hell, non è in realtà un riferimento alla parola inglese che significa “inferno”, bensì trattasi di un aggettivo tedesco, traducibile in italiano come “luminoso”. Difficile pensare che non sia anche una scelta per dare la doppia chiave di lettura, anche perché, dopo la prima parte di sopravvivenza e on the road, la vicenda assume connotati ben diversi.
A fronte delle prevedibili bande di ladri che provano ad impossessarsi di mezzi di trasporto, carburante, scorte di cibo e acqua, beni fondamentali nella nuova configurazione della Terra, da circa metà in poi si vedrà entrare in scena una famiglia, in apparenza pacifica ed accogliente, che invece rivelerà nascondere un macabro segreto. Inevitabile, d’altronde, che in situazioni estreme emerga ogni aspetto più selvaggio, istintivo e strenuamente legato alla sopravvivenza che l’animo umano possa ospitare.
La motrice delle vicende del film è il rapimento di Leonie, la sorella minore di Marie. Quell’evento innescherà spostamenti e tentativi di ritrovarla che porteranno Marie a confrontarsi con orrori peggiori di quelli che potesse immaginare, e che la costringeranno a tirar fuori i lati più violenti ed aggressivi insiti nella sua natura. La pochezza della messinscena, trascurabile e giustificabile, fa perdere impatto ad alcune delle sequenze all’aperto, sebbene sia interessante e potente l’immagine del suolo terrestre inondato di luce a tal punto da non permettere alcuna visibilità. Ad apparire invece un po’ banale è l’intero svolgimento e lo sviluppo degli eventi: tra ladri e cannibali, non si riesce a ricevere il giusto pugno nello stomaco, nonostante i concetti forti ci siano. Suona tutto un tantino troppo prevedibile e telefonato, facendo sì che il film perda mordente. Ciò non lo porta mai ad essere un prodotto terribile, affatto: la parte finale, ad esempio, presenta un alto tasso di energia ed ha un carico di speranza e positività che fino a quel momento non era stato nel tessuto del film. Il sole fonte di vita che si trasforma in strumento di distruzione che, oltre a distruggere il pianeta, mette in mostra il peggio della natura umana: messo giù in questi termini, suona inquietante e minaccioso, oltre che nemmeno troppo distante da quello che potrebbe essere uno scenario futuro. Scenario di cui Hell, almeno in alcuni momenti, riesce ad offrire un sentito spaccato.
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