Resident Evil: Apocalypse
Alexander Witt
creature, action, contagio
Milla Jovovich, Sienna Guillory, Jared Harris, Thomas, Kretschmann
2004
91'
USA, Canada, Regno Unito, Germania
Prosegue la saga di Resident Evil con il secondo capitolo cinematografico di quello che si può considerare un vero e proprio brand multimediale, che tanto ha influenzato il mondo videoludico, e non solo, dell’ultimo ventennio. Scritto ancora una volta da Paul W. S. Anderson, il film viene stavolta diretto da Alexander Witt, che mantiene pressoché inalterato lo stile che aveva caratterizzato il suo predecessore, con massicce dosi di elementi tecnologici e, come vedremo, senza risparmiarsi una certa quantità di action ignorante.
La vicenda riparte esattamente da dove si era chiusa quella di Resident Evil: a seguito dell’incidente avvenuto nell’Alveare, il laboratorio segreto della Umbrella che si trova sotto Raccoon City, la potente società invia dei propri tecnici per verificare le cause della diffusione del temuto virus T, che trasforma gli infetti in scatenati e famelici zombi. Tuttavia, una volta sbloccato l’unico ingresso ancora disponibile per la struttura, il virus si diffonde immediatamente, finendo per contagiare la popolazione della città e per scatenare il panico.
E’ questo lo scenario che accoglie Alice al suo risveglio: lei, assieme a Matt, è sopravvissuta all’inferno dell’Alveare ed è stata prelevata dai medici della Umbrella, che hanno sottoposto entrambi a strani test, senza un’apparente motivo. Fatto sta che lei è ulteriormente migliorata a livello di abilità combattive, resistenza e forza fisica, e capacità di recupero, mentre Matt è mutato in qualcosa di completamente nuovo e mostruoso: il Nemesis.
Entrano in gioco anche il potere e la classica quanto potente multinazionale spietata e senza morale, che calpesta le vite umane senza rispetto, arrivando ad isolare la città, ad uccidere i civili per seppellire le prove e, una volta compresa l’impossibilità di recuperare la situazione, non si pone nessun problema, in accordo col governo americano, a prendere la decisione di radere al suolo Raccoon City. Alice, l’agente Jill Valentine e un pugno di superstiti avranno solo poche ore per provare ad abbandonare la città, e dovranno guardarsi dalla minaccia degli zombi, di Nemesis, dei cecchini e degli agenti che hanno bloccato ogni uscita dalla città.
Resident Evil: Apocalypse è un action spesso caciarone e con momenti ad altissimo tasso di tamarraggine: per averne un esempio, è sufficiente ricordare l’ingresso di Alice all’interno della chiesa, nel momento esatto dell’attacco dei Licker a Jill e soci. Entra a bordo di una moto, sfondando una vetrata, eseguendo un salto all’indietro e lanciando la moto a tutta velocità contro la creatura, per farla poi esplodere con due proiettili ben indirizzati. Tenendo fuori, come già nel suo predecessore, qualsiasi velleità sui contenuti, non richiede allo spettatore alcuno sforzo mentale, offrendogli puro e semplice svago ed intrattenimento su uno sfondo che vira tra il fantascientifico, l’horror e il catastrofico. Anche la scelta delle protagoniste, Milla Jovovich e Sienna Guillory, va nella direzione di una precisa scelta che tiene in forte considerazione l’immagine.
Inutile pretendere di più, inutile lagnarsi dell’assenza di tensione e del generalismo che caratterizza il film, che non ha nemmeno la volontà di essere originale o diversificarsi. Ovvio, lascia ben poco e qua e là, tra una sparatoria e l’altra, annoia anche abbastanza. Più d’effetto il fatto che la minaccia degli infetti è in realtà ben inferiore rispetto a quella del potere, in quella che può essere l’unica vera e propria chiave di lettura che possa andare al di là della carta velina. Insomma, se vi è piaciuto il primo probabilmente vi piacerà anche questo, meno claustrofobico e caratterizzato da scenari urbani e da una visione dell’umanità pessimistica e negativa. Anche stavolta il finale è sospeso, lasciando le porte aperte per il seguito, Resident Evil: Extinction, uscito nel 2007.
Warning: A non-numeric value encountered in /home/lucatrif/public_html/creepyvisions.it/wp-content/themes/explicit/functions/reviews.php on line 391









Sei stato fin troppo generoso!