Self Help
Ernest Dickerson
zombi
09/11/2014
10/11/2014
42'
USA
Dopo un episodio dedicato interamente a Beth ed al luogo in cui si trova, si passa alle vicissitudini del sergente Abraham Ford ed al suo caparbio tentativo di portare il dottor Eugene Porter a Washington. Lo scienziato, infatti, afferma di essere a conoscenza di un metodo per portare in salvo l’umanità ed uccidere i walkers, ma per attuarlo deve raggiungere la capitale degli Stati Uniti, il luogo dal quale sarà in grado di attivare questo misterioso sistema che metterà a posto le cose.
Partiti dalla chiesa a bordo di un bus, tuttavia, il gruppo composto dai due succitati, da Rosita, Tara, Glenn e Maggie incappa in un incidente una ventina di chilometri dopo la partenza. In apparenza sembrerebbe trattarsi di una foratura che, a causa della velocità, causa la perdità del controllo da parte di Abraham ed il seguente ribaltamento del mezzo. Dopo essersi fatti strada tra i walkers ed aver raggiunto un luogo sicuro, i nostri trascorrono la notte all’interno di una libreria. Scoperto da Tara a spiare Abraham e Rosita mentre fanno sesso, Eugene le confessa che è stato lui a sabotare il mezzo di trasporto, fornendo come spiegazione la paura che, una volta giunti a Washington e sistemate le cose, nessuno si prenderà più cura di lui né lo proteggerà.
Il giorno seguente, rimessisi in cammino, i nostri si imbattono in una vera e propria moltitudine di zombi che vagano in una vasta distesa agricola in una zona industriale. Si accende una discussione sul procedere o meno, con Abraham deciso a proseguire a dispetto di condizioni decisamente sfavorevoli, totalmente dentro quella che considera una missione fondamentale e credendoci con una tenacia ammirevole, ma anche con un fondo di infantile testardaggine. La lotta che si innesca porterà al crollo Eugene, che confesserà di non essere affatto uno scienziato, e di aver mentito per ottenere protezione e per raggiungere Washington, città che ritiene possa garantire sicurezza a tutti loro.
La reazione di Abraham è rabbiosa, e colpisce furiosamente Eugene, che cade al suolo privo di sensi. Nel mentre, assistiamo ad alcuni flashback proprio sul sergente, del quale si scopre una vena violenta che aveva spaventato la moglie e i due figli, fuggiti proprio da lui. La sua famiglia aveva dunque trovato la morte e, scoperti i cadaveri smembrati, Abraham era sul punto di spararsi un proiettile in bocca. Proprio in quel momento sentì le richieste d’aiuto urlate da Eugene, ed aiutandolo a salvarsi ne prese le difese accompagnandolo nella sua squinternata missione, ormai giunta al termine. A questo punto, perduta questa flebile speranza, il gruppo molto probabilmente sarà costretto a tornare sui proprio passi, riunendosi a Rick, Daryl e tutti gli altri superstiti rifugiatisi nella chiesa.
Puntata piuttosto lenta e con molti momenti morti, Sabotaggio rappresenta comunque un passaggio importante in vista degli sviluppi della storia. In primis perché contestualizza un personaggio che potrebbe rivelarsi importante come il sergente Ford, ma anche perché priva Eugene del suo valore, che già era zero spaccato in termini di aiuto e collaborazione. A questo punto anche lui dovrà subire una trasformazione per avere un ruolo, il tutto se sopravvivrà in seguito ai colpi ricevuti. Perso l’obiettivo di andare a Washington, comunque, fa cambiare le dinamiche all’intera stagione, che sembrava proiettata nella direzione di un lungo viaggio e delle conseguenti difficoltà e cambi di location. Vedremo cosa riserva il futuro, per il momento non ci sono elementi per provare anche solo a prevedere dove andrà a parare la serie, e questo è altamente positivo.

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