Too Far Gone
Ernest Dickerson
zombi
01/12/2013
02/12/2013
43'
USA
Ultimo episodio prima dell’ormai consueto break invernale, e la quarta stagione di The Walking Dead decolla, anzi, deflagra letteralmente offrendo tra i momenti più movimentati, crudi ed adrenalinici dell’intera storia del fortunato serial della AMC. Lo fa riprendendo le fila di quella che ormai è chiaro essere l’intenzione di Philip/Brian/il Governatore: impossessarsi della prigione dove vivono Rick e soci.
Per farlo, Brian – usiamo il nome che sta egli stesso dichiarando dopo il disastro di Woodbury – dapprima riesce a catturare due ostaggi, nella fattispecie Michonne e Hershel, dopodiché convince gli altri abitanti dell’accampamento dell’assoluta necessità di appropriarsi di un posto sicuro, come ritiene essere per l’appunto la prigione. Descrive le persone che ci abitano come ladri, assassini e colpevoli di quanto è accaduto a lui ed alla sua gente a Woodbury. In un modo o nell’altro, insomma, anche stavolta riesce ad armare un gruppo di persone fino a pochi momenti prima deboli e indifese, portandole in aperto campo di battaglia, seppure con la promessa che non verrà sparso sangue. Ben poco credibile, piano folle e tutti loro conoscono a malapena quest’uomo, ma vabbé.
Si presentano dinanzi alla prigione con un carro armato, di proprietà di un membro dell’esercito facente parte dell’accampamento, e con gli ostaggi inginocchiati e sotto minaccia di armi. Brian reclama a gran voce il nome di Rick, al quale fa la sua proposta: non verrà sparato alcun colpo se loro lasceranno la prigione entro sera. Rick non accetta e propone di unirsi e convivere pacificamente, in quanto lo spazio era sufficiente per entrambi i gruppi. La risposta di Brian, dapprima in apparenza convinta, si esplica nella decapitazione di Hershel. La rabbia che si scatena è enorme, tanto nei personaggi quanto nello spettatore, poiché un altro splendido e fondamentale personaggio viene a mancare per mano di un farabutto psicopatico.
Lo scontro a questo punto è inevitabile e concitatissimo: col carro armato sfondano le recinzioni, favorendo l’accesso al cortile della prigione da parte dei walkers, e rendendo di fatto il luogo non più vivibile. Daryl farà la parte del leone nel corso dello scontro a fuoco, e da solo riuscirà a distruggere il carro armato facendosi scuso col corpo di uno zombi e facendo scivolare nel cannone una granata. Il climax lo si ha con lo scontro a mani nude tra Brian e Rick, finalmente alla resa dei conti. Eppure a concludere una volta per tutte la faccenda, com’era giusto che fosse, sarà in realtà Michonne, che trapassa il petto dell’uomo. Sarà poco dopo finito dalla compagna Lilly, che nel frattempo ha perso la figlia Meghan e che si è resa conto di che uomo fosse.
Un ultimo drammatico momento si ha con la scoperta, da parte di Rick e Carl, della culla vuota e insanguinata di Judith. Dopodiché i nostri si allontanano, abbandonando la prigione in fiamme ed ormai alla mercé dei walkers. Finale di metà stagione intensissimo e che porta non solo due illustri morti, una dolorosa e una tanto agognata, ma anche un radicale cambiamento nel prossimo futuro: dopo aver vissuto nella prigione per tutto questo tempo, i superstiti allo scontro sono nuovamente costretti a mettersi in cammino per trovare un nuovo luogo sicuro dove sistemarsi, esponendosi quindi ai pericoli causati tanto dagli zombi quanto dagli esseri umani. Insomma, gran stravolgimento e attesa spasmodica per la seconda tranche della stagione, che dopo aver sonnecchiato è tornata ad essere interessantissima.

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