La Piramide
The Pyramid
Grégory Levasseur
mockumentary, creature, animali assassini
Ashley Hinshaw, Denis O’Hare, James Buckley, Christa Nicola
2014
90'
USA
Grégory Levasseur, dopo essere stato per anni il fido autore delle sceneggiature dei film di Alexandre Aja (ricordiamo in particolare il bellissimo Alta Tensione del 2003) e del buon remake di Maniac, lascia il ruolo di scribacchino dietro le quinte e passa dietro la macchina da presa, firmando la sua prima regia. Per l’occasione, si avvale di uno script ad opera di Daniel Meersand e Nick Simon, oltre che di una buona produzione (circa sei milioni e mezzo di dollari) dietro cui c’è il suo amico Aja.
Il tema è classico quanto di sicuro impatto, capace di affascinare da generazioni il pubblico: l’antico Egitto. Siamo nel 2013, nel pieno degli scontri che fanno temere una guerra civile. Un team di archeologi si trova a circa 250 miglia da Il Cairo, presso uno scavo che ha portato alla luce una nuova piramide che si differenzia da tutte le altre scoperte fino a quel momento, presentando solo tre lati invece dei classici quattro. A seguirli nel corso delle loro ricerche, vi è una giornalista col suo cameraman, che intendono realizzare un documentario che potrebbe rivelare al mondo una delle scoperte archeologiche più importanti di sempre.
Sul più bello, però, la spedizione viene bloccata dal governo americano, che pretende che smontino tutto e rientrino sull’onda degli scontri ormai fuori controllo che sono in corso in Egitto. Nora, la figlia del professor Holden, anch’essa dottoressa in archeologia, riesce a convincere il padre quantomeno a mandare in esplorazione un robot, simile a quello usato dalla NASA su Marte, all’interno della piramide, per non andar via a mani completamente vuote, dal momento che non hanno nemmeno evidenza di quando potranno tornare sul luogo.
Il professore accetta dopo qualche dubbio, ma il robot viene assalito da qualcosa mentre si trova in un cunicolo della piramide. Il responsabile dà fuori di matto in quanto l’aggeggio tecnologico era sotto la sua responsabilità e riesce, con una semplicità disarmante, a convincere tutti a seguirlo per recuperare il preziosissimo robot. L’esplorazione della piramide da parte del gruppetto li porterà alla scoperta di misteri inattesi e li esporrà ad una minaccia soprannaturale proveniente direttamente dalla mitologia egizia e dall’antichità.
Realizzato come un finto documentario, La Piramide presenta dei difetti di forma e di contenuto di non poco conto. Partendo dall’aspetto prettamente tecnico, gli effetti speciali e la realizzazione delle creature non soddisfa appieno ed appare piuttosto posticcia, tanto che in certi frangenti le forme sembrano proprio essere attaccate alla pellicola e non si amalgamano bene al contesto ambientale. Inoltre, dopo le prime fasi, non appena la vicenda diventa più concitata Levasseur dimentica del tutto la struttura del found footage, integrando le riprese del cameraman con molte inquadrature esterne e classiche.
Tutto ciò sarebbe però perdonabile se non ci trovassimo al cospetto di un gruppo di personaggi tra i più insulsi che si ricordino nei tempi recenti: interpretati tutti, senza alcuna distinzione, in maniera piatta e monodimensionale, con lacune recitative paurose, i personaggi si scambiano battute banali e compiono scelte irragionevoli, mettendosi in una situazione di pericolo senza che vi siano i giusti presupposti per farlo. Inoltre, ogni singolo evento appare meccanico e forzato, col preciso scopo di portare la storia in una determinata direzione.
E’ un peccato perché nonostante la fase conclusiva potrebbe sembrare fin troppo azzardata, in realtà è coraggiosa e anche piuttosto interessante. Quando però lo spettatore giungerà a quel punto del film, sarà talmente sconfortato e deluso che finirà per non riuscire ad apprezzare nemmeno quel poco di buono che potrebbe ancora trovare nel film. E così, al buon Levasseur non ci resta che augurare una seconda prova registica – se mai dovesse averne l’opportunità – di ben altro spessore tecnico e, possibilmente, scritta direttamente da lui.
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