La Zona Morta
The Dead Zone
Stephen King
soprannaturale, ossessione
Sperling & Kupfer
327
1979
USA
Dopo un romanzo di ampio respiro come L’Ombra Dello Scorpione, che aveva messo in luce la vena epica e fantasy che King avrebbe ulteriormente sviluppato nel suo gigantesco ciclo de La Torre Nera, il prolifico autore americano diede alle stampe La Zona Morta, primo dei suoi libri a raggiungere la vetta nella classifica dei più venduti, abitudine che da quel momento in avanti il buon Stephen non avrebbe più perso.
Johnny Smith svolge il mestiere di insegnante in un paesino del Maine. E’ fidanzato con Sarah ed ha una vita serena, fino alla sera in cui, al ritorno da una fiera di paese, invece di coronare l’amore con la ragazza con un primo rapporto più intimo, si ritrova coinvolto in un incidente mentre rincasava in taxi. Dall’incidente si riavrà solo cinque anni dopo, quando, a seguito di un lungo coma, riapre finalmente gli occhi e riprende conoscenza.
Il suo mondo è cambiato: Sarah è sposata con un altro uomo ed è diventata madre di un bambino, e la madre di Johnny è divenuta una fanatica religiosa, ossessionata e credulona oltre ogni limite. Il ritorno alla normalità è durissimo, così come l’accettazione di essere stato privato di un pezzo della propria vita, ma si risveglia con qualcosa di nuovo, qualcosa di più: talvolta, quando entra in contatto con le persone o con alcuni oggetti, Johnny è come attraversato da una scossa di energia che gli consente di avere visioni sul passato, sul presente o sul futuro della persona in esame. In virtù di questa caratteristica, grazie alla quale salva la vita di diverse persone e di decine di ragazzi che sarebbero rimasti uccisi in un incendio, diviene famoso come veggente e, inevitabilmente, finisce sotto l’occhio, talvolta critico e spietato, della stampa.
La sua vita riparte lentamente, e sembra prendere una piega tranquilla e dignitosa, ma quando Johnny entra in contatto con Greg Stillson, candidato ad un seggio presso il Congresso, la sua nuova vita cambierà per sempre. La visione di un futuro terribile lo sconvolge, facendogli scoprire che Stillson, in futuro, sarebbe asceso fino alla Casa Bianca ed avrebbe innescato qualcosa di terrificante ed apocalittico, probabilmente una guerra nucleare. Si pone quindi l’obiettivo di fermare la sua ascesa in qualsiasi modo, arrivando al punto di agire in prima persona, quando comprenderà che ormai non ha nulla da perdere.
Quasi una moderna rivisitazione del Re Mida, il protagonista de La Zona Morta è vittima del proprio potere, dal quale conseguono sofferenza, isolamento e solitudine. Anche quando lo mette al servizio del bene comune, viene visto sempre con timore, evitato, e il suo percorso di miseria umana si conclude in maniera ancora più triste di quello che ci si sarebbe attesi. Nelle pieghe del romanzo ci sono anche storie d’amore, di diverso genere: si va da quello di coppia, ormai perduto ma sempre rimpianto, a quello tra padre e figlio, che si cementifica con la morte della madre di Johnny; prosegue col rapporto tra maestro ed allievo, anch’esso intenso e significativo. Un romanzo intenso nonostante il suo essere scorrevole e nonostante la ormai ben chiara, già ai tempi, bravura del suo autore nel delineare personaggi in maniera semplice ma profonda, con tocchi di pennello da artista.
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