Oltre Il Guado
Lorenzo Bianchini
mistero, soprannaturale, naturalistico
Marco Marchese, Renzo Gariup, Lidia Zabrieszac
2013
88'
Italia
Non sono un grande amante del cinema autoriale, e in certi casi cinema indie, cinema d’autore e ricercatezza stilistica diventano, nel mio personale caso, sinonimo di noia mortale e giganteschi sbadigli spacca-mandibola. Ho voluto metterlo in chiaro subito per far comprendere come non ci fosse, dal canto mio, una particolare attesa nei confronti di Oltre Il Guado, quinta opera sulla lunga distanza del bravo regista italiano Lorenzo Bianchini. Non mi suscitava interesse per via delle sue atmosfere, che parevano troppo rarefatte e quiete, calate in un contesto isolato e solitario, silenzioso, privo di personaggi, di dialoghi e, tutto sommato, privo anche di trama. Ed era tutto vero, ma la somma di fattori noti, quando di mezzo ci sono l’arte, le percezioni e il filtro applicato dalla personale sensibilità, talvolta dà un risultato decisamente inatteso.
Il protagonista del film è un etologo naturalista, dedito ad esplorare i luoghi naturali del Friuli, nelle zone boscose ed isolate prossime al confine con la Slovenia. Il suo modus operandi è quello di legare delle microcamere agli animali selvatici, per poi seguirne gli spostamenti e studiarne i comportamenti. Osservando le immagini riprese da uno dei suoi dispositivi, collegato ad una volpe, si scopre un villaggio abbandonato da decine d’anni, probabilmente dai tempi della prima o della seconda guerra mondiale. L’uomo, incuriosito, raggiunge il luogo a bordo del proprio camper, dopo aver guadato un fiume.
La pioggia che prende a battere copiosamente fa esondare il fiume e rende impossibile il ritorno dell’uomo sui propri passi, costringendolo a rimanere presso il villaggio deserto, diroccato, immerso in una natura desolante e desolata, carica di mistero e fascino, dipinta attraverso toni di grigio che ben ritraggono lo stato d’animo dell’uomo via via che il suo viaggio, da una dimensione materiale, si sposta verso una dimensione sempre più onirica, soprannaturale ed inquietante.
Oltre Il Guado è un’opera diretta con in mente il principio dell’operare per sottrazione: Bianchini decide di non mostrare, di non inserire alcun personaggio, ad eccezione di una coppia di anziani sloveni che contribuiscono a chiarire qualche aspetto della vicenda. Non esistono dialoghi, i suoni sono quelli ambientali, densi ed umidi, e quelli della colonna sonora, ripetitiva ma funzionale. Nato come un esperimento, è destrutturato in termini di trama e narrazione, al punto di poter apparire poco più di un esercizio di stile. La materia narrativa è talmente flebile da poter essere adatta ad un cortometraggio, magari anche sperimentale, ma nelle mani di Bianchini ciò che poteva risolversi in un soporifero nulla di fatto si trasforma in qualcosa che vive, che sta in piedi, che acquisisce col passare dei minuti solidità e che dispone di un linguaggio e di un’estetica ben definita.
In alcuni fraseggi il film riesce anche ad inquietare, per poi regalare e regalarsi un finale che ricorda un po’, probabilmente per il contesto ambientale, The Blair Witch Project, sebbene stilisticamente si tratti di un prodotto totalmente diverso. Oltre Il Guado non è un falso documentario, è diretto con fluidità e mano sicura. Tuttavia, inevitabilmente la pochezza della trama, che si potrebbe considerare inesistente, fa sentire il proprio peso, facendo perdere interesse allo spettatore in diversi punti. A dispetto infatti della capacità di Bianchini, della sua padronanza e della poetica che emerge chiara, un’ora e mezza di silenzio e solitudine non riesce a reggere, rischiando di scoraggiare i meno avvezzi e i meno pazienti.
E’ evidente che Oltre Il Guado non è e non vuole essere un film per tutti. Ciò non significa che sia un prodotto elitario, ma che serve una particolare propensione verso un certo stile narrativo, nonché una sensibilità tale da permettere di gustarsi le suggestioni e le immagini, preferendole alle azioni, agli avvitamenti di trama, al linguaggio parlato. A chi sarà in grado di disporsi sulla giusta lunghezza d’onda, il film potrà regalare buone emozioni, e lo stesso sarà per tutti quelli che vorranno regalarsi una variazioni sul tema, incuriositi dalla particolarità del prodotto. Nell’attuale panorama del cinema horror italiano, sarebbe un peccato non dare il meritato supporto ad un film e ad un autore sicuramente meritevoli.







Per me capolavoro assoluto. Di cui ho preso il blu ray tedesco che audio ita ma non subbi ita e dvd italiano con subbi ita, che sono fondamentali per capire il film. Non guardatelo “pirata” perche’ non lo capireste (a meno che non conosciate lo sloveno), non mi sembra di avere visto una versione pirata con i sottotitoli delle parti fondamentali. Quindi, chi e’ interessato a questo grandissimo film, lo compri esclusivamente in italiano. Versione di cui purtroppo esiste SOLO il dvd e non il blu ray, come confermatomi dalla stessa produzione del film, purtroppo. Mio personale voto 95/100.