Macabro
Lamberto Bava
thriller, necrofilia
Berenice Stegers, Stanko Molnar, Monica Zinny, Roberto Posse
1980
90'
Italia
A New Orleans Jane Baker si incontra segretamente con il suo amante, Fred, in un appartamento situato in una palazzina abitata da un giovane cieco, Robert, e da sua madre; quando Lucy, la figlia dodicenne di Jane, scopre la tresca, si vendica affogando il fratellino nella vasca da bagno. Raggiunta dalla notizia, Jane si precipita a casa, ma durante il tragitto rimane coinvolta in un incidente stradale nel quale Fred muore decapitato. Ricoverata in un istituto per malattie mentali, Jane viene dimessa un anno dopo la tragedia e si trasferisce nell’appartamento che divideva con il suo amante; strani rumori provenienti dalla camera di Jane e il ritrovamento di un vecchio articolo di giornale riguardante l’incidente, convincono il cieco Robert che la donna nasconde, nel freezer della cucina, un segreto raccapricciante…

Macabro è a tutti gli effetti il primo lungometraggio diretto da Lamberto Bava, dopo che nel 1977 aveva curato gran parte della regia – venendo però accreditato solo come autore della sceneggiatura e assistente – di Shock, l’ultimo film di suo padre Mario. Scritto in collaborazione con Roberto Gandus e i fratelli Pupi e Antonio Avati, il film trae ispirazione, a quanto sembra, da un fatto di cronaca realmente avvenuto negli Stati Uniti. L’impronta avatiana emerge chiara nel crescendo di eventi che portano alla scoperta di particolari macabri e agghiaccianti man mano che i segreti più torbidi della vicenda vengono a galla (elementi in un certo qual modo già presenti nel capolavoro di Pupi Avati La Casa Dalle Finestre Che Ridono), a cui fa da contorno l’atmosfera di una New Orleans triste e plumbea.
L’ambientazione chiusa, quasi da horror “da camera” (tipico di alcuni thriller degli anni ’60, sul genere di quelli interpretati da Bette Davis su signore pazze o mentalmente deviate ), accresce il senso claustrofobico della storia (gli interni della casa furono girati in Italia, nella villa che fu di Claretta Petacci ai tempi della repubblica di Salò), mentre Lamberto Bava ci mette del suo nella parte più tipicamente orrorifica, come la scena del fratricidio, oppure spiazzando lo spettatore nel finale con un twist a sorpresa che rovescia l’andamento realistico del film. Tutti azzeccati gli interpreti, dalla britannica Berenice Stegers (già protagonista del coevo La Città delle Donne di Federico Fellini), donna piacente con gli occhi grandi e inquietanti, passando per il croato Stanko Molnar (il cieco Robert, una specie di Norman Bates in tono minore), fino ad arrivare alla piccola Monica Zinny, che nel ruolo di Jane interpreta un personaggio di allucinante perfidia.

Due aneddoti curiosi: il primo riguarda Mario Bava che, dopo la proiezione per il primo montaggio del film, si è rivolto al figlio Lamberto dicendogli: «adesso sì che posso morire in pace» (come purtroppo accadrà pochi mesi dopo l’uscita di Macabro); il secondo, invece, ha come protagonista Dario Argento che dopo aver visto il film pare sia rimasto veramente impaurito, tanto che sui manifesti venne pubblicizzato con la frase di lancio “Il film che ha terrorizzato Dario Argento!”.
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