What Lurks Within
Scott Winant
possessione demoniaca
29/07/2016
01/08/2016
50'
USA
L’ottavo episodio di Outcast, forse per la prima volta nella giovane storia della serie, riesce ad affiancare un ritmo lento a una buona serie di elementi che danno un qualche valore aggiunto significativo, e che permettono allo spettatore di percepire aspetti della vicenda che finora non erano stati approfonditi o chiariti.
L’aspetto più interessante dell’episodio è il tema dell’accettazione: Kyle diventa una specie di simbolo della comunità di Rome nel momento in cui cerca di tirarsi indietro dalla lotta contro il maligno, che sembra serpeggiare nella cittadina. Questo, se finora poteva essere letto come una mancanza di coraggio o come un desiderio di tranquillità da parte del ragazzo, assume nuovi connotati nel momento in cui si inizia a scoprire che, all’atto pratico, ai cittadini di Rome le cose stanno bene così. Esemplare è il caso dell’uomo la cui moglie è posseduta e che afferma di volerla esattamente così, di non volere che sia liberata dall’entità che si trova ormai da anni dentro di lei.
Chi proprio non vuole rassegnarsi all’andazzo delle cose è il reverendo Anderson, che nel tentativo di dimostrare alla comunità le sue ragioni, passa per esaltato e pazzoide, spingendosi ad atti che porteranno all’allontanamento dalla sua chiesa. Nel frattempo, scopriamo qualcosa di più sul passato dell’enigmatico Sidney, che prima di essere posseduto e di diventare una sorta di emissario del maligno era addirittura più malvagio, sfogando la propria voglia di violenza sui ragazzini. Per chiudere la panoramica, continuano a esserci pallottole impazzite come il figlio della compagna del reverendo Anderson e Allison, la moglie di Kyle di cui si sono perse le tracce. Qualcosa si muove, insomma, all’ormai consueto ritmo un po’ troppo compassato ma con elementi di interesse crescente.







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