From The Shadows It Watches
Tricia Brock
possessione demoniaca
15/07/2016
18/07/2016
51'
USA
Dopo sei puntate posso dirlo con buona certezza: Outcast è davvero deludente. Ci ho provato in ogni modo a sperare che, prima o poi, arrivasse l’episodio della svolta, che si entrasse nel vivo della vicenda, che venisse tirato fuori l’asso dalla manica. Così non è stato, finora, e stento a credere che le cose potranno cambiare nei quattro episodi restanti di una prima stagione a tratti imbarazzante per mancanza di contenuti e di varietà.
Kyle e il reverendo non agiscono più in coppia. Il reverendo Anderson si è reso conto che ha dedicato la vita a un’attività, quella degli esorcismi, che non ha prodotto i risultati sperati. Anche le persone che credeva di aver liberato dalla possessione, infatti, sono ancora nelle mani del maligno. Kyle cerca invece di ricostruire una vita normale, con un lavoro che lo rende più responsabile e ordinato, e soprattutto cercando di tagliare con un passato e un ruolo che lo stava affossando. Ci riesce bene fino a quando Mildred, l’anziana che sappiamo essere posseduta, lo aggredisce di fronte casa. Verrà fermata dal misterioso Sidney, una sorta di emissario del Male che si occupa di tenere sotto controllo le cose a Rome.
A Rome, però, le cose non vanno affatto bene. Le indagini sul rogo del camper nel bosco e sulle carcasse di animali inchiodate agli alberi procedono senza giungere a sostanziali novità, ma a preoccupare è soprattutto l’ondata di possessioni. La cosa pazzesca è che la comunità, in verità piuttosto assente dall’interesse degli sceneggiatori, non sembra minimamente conscia di quanto accada loro intorno. In Outcast, infatti, il tema della possessione acquisisce punti di contatto con l’epidemia zombi, con la differenza che sembra esserci dietro un piano unico i cui scopi non sono ancora chiari. In tal senso, illuminante è la conclusione della puntata, col reverendo Anderson che, riunitosi a Kyle, riceve le minacce verbali da parte di Sidney, che gli incide un pentacolo sul petto.
Questo è quanto. Cinquanta minuti senza reali sussulti e che non portano avanti praticamente nessuna linea narrativa. I problemi della serie sono gli stessi dal primo episodio ed è difficile pensare che non ci si sia resi conto, a livello di network o di showrunner, di come la serie sia spenta e senza guizzi, con personaggi poco profondi e interessanti e con una trama che, per quanto si è visto finora, poteva essere raccontata tranquillamente in un film di un’ora e mezza. Arriverò in fondo perché non amo lasciare le cose a metà, ma non nego di avere una voglia pari a zero di continuare a guardare la serie.







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