The Damage Done
Leigh Janiak
possessione demoniaca
22/07/2016
25/07/2016
50'
USA
Un episodio finalmente abbastanza ricco di contenuti e con uno svolgimento interessante riesce a riportare interesse per le vicissitudini di Outcast, serie di cui ormai dovreste ormai sapere con buona approssimazione ciò che penso: inutile noiosa. Eppure, grazie a un discreto crescendo, la settima puntata regala qualche spunto e cambia la situazione di diversi personaggi.
Il reverendo Anderson, dopo essere stato attaccato da Sidney, è alla ricerca di punti di riferimento. Smarrito e spaventato, si lancia in un sermone minaccioso durante la cerimonia del giorno del ricordo. A Rome, infatti, si sta commemorando la morte di ventinove minatori, avvenuta qualche anno prima. In un flashback si scopre che solo per un caso Kyle non è rimasto vittima nel corso di quell’incidente. La cittadinanza, ad ogni modo, rimane scossa da quanto detto dal reverendo, e sono ormai tutti consapevoli che qualcosa non sta andando per il verso giusto.
Kyle, intanto, si riavvicina ad Allison, che per via del difficile rapporto con la figlia Amber ha bisogno del supporto dell’ex-marito. In verità, però, dopo averlo riattirato in casa, Allison decide di andar via, probabilmente per far sì che la figlia sia al sicuro, protetta da Kyle. Di difficile collocazione è la storyline che interessa Megan, la sorella del reietto: il ritorno in città dell’uomo che l’aveva stuprata ha causato conseguenze disastrose. Minacciando di denunciare suo marito per abuso di forza, riesce a farsi consegnare da Megan tutti i soldi che riesce a racimolare. Nonostante questo, procede ugualmente con la denuncia e il marito di Megan viene sospeso dal suo incarico di poliziotto. Non è ben chiaro però come questa faccenda più spiccatamente personale, da dramma familiare, si intersechi con la linea narrativa principale.
Sempre rari, fin troppo, sono invece gli avanzamenti legati alla vicenda del camper nel bosco. Peccato, perché il tempo stringe e dopo aver messo in scena l’evento nel primo episodio era lecito attendersi uno sviluppo più intrigante e ricco. D’altro canto, va detto come sia aumentata la percezione di inquietudine che pervade la cittadina, regalata non solo attraverso il ruolo cardine e da manovratore di Sidney, ma anche grazie alle sporadiche apparizioni di Aaron, il figlio dell’amante del reverendo Anderson: compare sullo schermo di tanto in tanto solo per lanciare occhiate tra il minaccioso e il beffardo all’indirizzo della telecamera. Vedremo se anche questo elemento troverà una sua collocazione nel puzzle che, ancora adesso, risulta essere poco coeso.



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