The Witch
Robert Eggers
stregoneria
Anya Taylor-Joy, Ralph Ineson, Kate Dickie, Harvey Scrimshaw
2015
93'
Canada
Ogni tanto ci vuole. E’ necessario che, almeno una volta ogni due, tre mesi toh, capiti di guardare un horror bello, di valore chiaro, assoluto. Non mi capitava da un po’ di tempo, ma l’attesa è stata ripagata da The Witch, film sulla stregoneria firmato da Robert Eggers.
Il sottotitolo, presente anche nell’oscura locandina originale, è A New England Folktale. Nei titoli di coda viene speificato come la storia narrata sia presa da racconti popolari, fiabe, diari, giornali e testimonianze d’epoca. L’ambientazione è quella del New England, nel nord-est degli Stati Uniti, e l’anno è il 1630. Le vicende si svolgono quindi sessantadue anni prima dell’ondata di processi alle streghe che si tennero a Salem. Una famiglia puritana di origini inglesi viene bandita da una piantagione per via del proprio Credo. Si ritroverà quindi costretta a sopravvivere in una fattoria situata ai margini di una foresta.
Da subito emerge il forte fervore religioso della famiglia, che permea l’intero film e che diventa contraltare della dannazione cui andrà incontro. William, sua moglie Katherine e i figli Thomasin, Caleb, Mercy e Jonas non fanno che pregare, citare i Vangeli e interpretare ogni avvenimento alla luce della religione. I segnali che le cose non stanno prendendo una buona piega si manifestano molto presto: Samuel, il figlio neonato, sparisce misteriosamente, e il raccolto di grano viene intaccato da una malattia, rendendolo di fatto inservibile.
Gi eventi funesti cominciano a rompere gli equilibri familiari, destando sospetti e facendo pensare che ci sia una maledizione su quella famiglia. Le cose peggioreranno quando Caleb, dopo essere rimasto fuori casa per una notte, tornerà in preda a quella che sembra essere una possessione.
La cosa bella di The Witch è che non necessita di particolari colpi di scena o innovazioni. E’ una storia semplice, classica, stereotipata se proprio vogliamo dirla tutta. Nonostante ciò, il risultato finale è un film molto, molto bello, recitato in maniera solida e credibile. Gode di una fotografia splendida, con toni sempre freddi che si adattano alla perfezione al contesto bucolico e gotico al contempo, oltre che al periodo storico in cui si colloca la storia.
Contiene momenti di genuino terrore. Personalmente, ho trovato di grande effetto il momento in cui, mentre la famiglia è raccolta in preghiera intorno a Caleb posseduto, i gemelli Jonas e Mercy non riescono a pregare poiché non ricordano più le parole del Padre Nostro. Gli elementi classici delle storie di stregoneria ci sono tutti: il legame con la natura, la casa nel bosco, gli animali portatori del Male (nel caso specifico è un caprone nero) e un sabba finale che chiude il cerchio di declino morale della protagonista.
In un’epoca di spaventi dozzinali e di ritmi alti per tener desta l’attenzione di uno spettatore sempre più deconcentrato, The Witch si permette il lusso di essere lento e di presentare pochissimi avvenimenti durante l’ora e mezza circa della sua durata. Se lo può permettere perché è ben scritto, che è la sola e semplice ragione per cui riesce a funzionare anche quando sta avvenendo davvero molto poco. In Italia il film uscirà il 18 agosto: perderselo, per giunta durante un periodo in cui molti saranno in ferie, sarebbe un vero peccato.






Mah, io l’ho visto con tantissime aspettative, ma e’ stata una grandissima delusione. Intendiamoci, se l’avessero proposto come un film drammatico, allora direi che si’ e’ un gran bel film. Recitato davvero bene, con una splendida fotografia e un’attenzione ai dettagli spettacolare nella infinita tristezza dell’ambiente dove si svolge, nelle condizioni dove la famiglia si trova a vivere.
Purtroppo pero’, questo dovrebbe essere un horror. Allora, io non dico che debba essere terrificante per un’ora e mezza, ma diamine, almeno cinque minuti no? Diciamocelo dai, questo e’ un bel film, ma non e’ PER NIENTE horror, direi piu’ thriller. Non ci sono momenti di vera paura mai. L’ho guardato sempre pensando “dai, adesso succede qualcosa. Dai dai dai”, invece niente. Niente PAURA per un’ora e mezza. Mi ha ricordato tanto “The Village” di Shyamalan. I cui trailer erano davvero paurosi. Poi una delusione al cinema, fortissima. Ok la questione di gusti, ma catalogare questo come un horror e’ un’offesa ai veri horror di genere 🙂