(I Remember) When She Loved Me
Howard Deutch
possessione demoniaca
10/06/2016
13/06/2016
44'
USA
Un secondo episodio fiacco per Outcast, e si inizia a entrare nei ritmi di The Walking Dead? Rimarrà un caso isolato o diventerà un trend della serie, facendola vivacchiare tra episodi più brillanti e altri stracolmi di riempitivi superflui? Lo scopriremo nel prosieguo della prima stagione, ma per il momento le mie impressioni non sono particolarmente positive.
Perdonami è dedicata quasi per intero a ricostruire il passato di Kyle Barnes, il protagonista della storia. La scelta iniziale è stata quella di una narrazione in medias res, ponendo da subito lo spettatore al centro della vicenda e cercando poi di lavorare sul personaggio principale attraverso una serie di flashback. Il problema di fondo è che gli eventi del passato di Kyle sono monotematici e vertono quasi tutti sulle violenze domestiche durante il periodo della possessione di sua madre. In tal modo ogni flashback risulta prevedibile e, tutto sommato, noioso.
Anche nel presente l’azione stenta a decollare e ci si limita a piccoli passi avanti. Sono da segnalare, come elementi volti ad approfondire il personaggio di Kyle, i suoi tentativi di riappropriarsi della sua famiglia, portando a casa la mamma in stato catatonico e inviando un regalo alla figlia per il suo compleanno. Niente di più.
Sulle altre storyline, viene mostrato qualcosa del reverendo Anderson, personaggio che per ora fatico a collocare poiché molto poco delineato, e delle indagini ad opera dello sceriffo e del suo assistente, che nel bosco trovano degli animali scuoiati e inchiodati agli alberi. Gli elementi sono disseminati su una durata eccessiva e l’episodio risulta nel complesso fiacco e noioso. I personaggi, inoltre, sembrano stereotipati e si esprimono attraverso linee di dialogo piuttosto banali e poco interessanti. Un po’ migliore è invece l’atmosfera generale di Rome, il villaggio teatro delle vicende di Outcast. Bisognerà attendere qualche evento significativo prima di potersi esprimere, per ora troppa poca carne al fuoco.


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