Blair Witch
Adam Wingard
mockumentary, stregoneria
James Allen McCune, Callie Hernandez, Corbin Reid, Brandon Scott
2016
90'
Canada, USA
Non parto (quasi) mai con pregiudizi nei confronti di un film, e non ho particolari problemi coi sequel. Non ho fatto i salti di gioia quando ho saputo della produzione del seguito di The Blair Witch Project, però l’ho atteso con la curiosità che accompagna ogni nuova uscita. L’affidamento della regia ad Adam Wingard, già regista del discreto You’re Next, mi dava qualche garanzia, poiché non mi sembra appassionato di tecniche moderne per generare spaventi laccati e vuoti. Tuttavia, a dispetto di tutti i buoni propositi con cui l’ho guardato, il film di cui ci occupiamo oggi è davvero poca cosa, rivelandosi il più classico dei “more of the same”, spogliato inoltre di tutta l’aura genuinamente minacciosa e inquietante dell’originale.
Rinnegato del tutto il seguito del 2000, Il Libro Segreto Delle Streghe che in tanti sembrano proprio aver rimosso dai propri ricordi, Blair Witch è ambientato ai giorni nostri e, seguendo la linea del finto documentario, ci mostra la vicenda di un gruppo di ragazzi che si reca nell’ormai ben noto bosco di Burkittsville. Non lo fanno, però, con scopo emulativo o come amanti del brivido: il promotore della spedizione, infatti, è il fratello di Heather, una delle persone scomparse proprio nel primo film. Dopo aver visto su YouTube un video che, a suo dire, mostra proprio la sorella, si convince che ella si trovi ancora da qualche parte in quel bosco, e vuole ritrovarla.
Certo, messa così – ed è esattamente così – la motivazione per lanciare in un bosco dei ragazzi sembra piuttosto debole. Tuttavia, tre amici si uniscono al ragazzo e si recano in primis presso la casa di chi ha caricato quel frammento video su YouTube, per chiedere ulteriori informazioni su dove lo avesse ritrovato. Trovano una coppia di ragazzi che sono disposti a portarli nel luogo del ritrovamento a patto di potersi unire a loro. E così, con quest’altra agile scusa, il gruppo che parte alla volta del bosco raggiunge il numero di ben sei persone.
Da questo momento in poi, come chi ha visto l’originale potrà immaginare, sarà un susseguirsi di stranezze e di giri in cerchio. Tutto si ripete in maniera pedissequa, con una sceneggiatura che per certi tratti sembra scritta con la carta copiativa. I ragazzi si accampano, si svegliano tardissimo e trovano intorno al loro campo dei rami intrecciati a formare un simbolo. Provano ad allontanarsi ma ritornano al punto di partenza. Le uniche differenze col primo film risiedono nella strumentazione che utilizzano: hanno GPS, droni, videocamere ovunque – comodo stratagemma per proporre un film con molteplici punti di vista, rispetto all’unica videocamera dell’originale – ma nonostante ciò, la sostanza non cambia di una virgola. Rimangono bloccati nel bosco e diventeranno preda della misteriosa entità soprannaturale che con la sua presenza infesta il bosco di Burkittsville e reclama la vita di chiunque ci trascorra la notte.
Un tentativo di dare un senso a questa operazione viene fatto nella seconda metà del film, quella caotica delle frequenti corse per il bosco e delle continue sparizioni e allontanamenti. In quei minuti, oltre alla spesso eccessiva confusione e ai comportamenti talvolta incomprensibili e irritanti dei protagonisti, si opta per mostrare qualcosa di più, seppur se con veloci flash e senza rivelare mai le sembianze della strega. Troppo poco, comunque, per giustificare un seguito che, diciassette anni dopo, poteva avere un senso solo con un’idea forte alla base. Tale idea non c’è.
L’unico sforzo fatto in fase di scrittura della sceneggiatura è stato quello di trovare un modo per gettare qualche ragazzo nel bosco, e anche in questo la scelta lascia notevolmente a desiderare. Per il resto, non viene messo sul tavolo nulla che giustifichi anche solo in minima parte il tempo che dovreste impiegare per vedere il film. Povero nei contenuti, Blair Witch risulta essere un mero tentativo di ammodernare una vicenda che invece risultava narrata nella maniera giusta, con la tecnica giusta e uscendo nel periodo giusto. Quello di oggi, invece, è pura spazzatura.


Io l’ho visto al cinema, e il suo effetto lo fa. Intanto e’ molto meglio del seguito del 2000, non che ci volesse molto, d’accordo. E’ anche vero che non svela praticamente nulla come seguito rispetto alla storia principale. Diciamo che la prima meta’ e’ davvero soporifera, nel senso che gia’ conosciuta visto l’essere identica al suo primo episodio. La seconda meta’, quando inizia a “succedere” qualcosa, per me svolta in meglio. Certo, nulla di epocla. Ma comunque piacevole. O meglio, a me e’ piaciuta. Soprattutto gli ultimi 10 minuti. Per me la sufficienza la raggiunge. E se questa e’ una pellicola da 4, The Witch dovrebbe essere da ZERO. Parlando di film horror eh, cosa che The Witch non e’ ma viene trattato come tale. Almeno Blair Witch alla fine qualche brivido lo regala. Ok, familiare. Ma comunque qualcosa ti lascia.
Mio personalissimo cardellino 😉
Non riesco a trovare qualcosa di meglio nella seconda metà che, dopo le prime battute davvero povere e sonnolente, vira verso la confusione più totale, con fughe continue dal e nel nulla e urla. Non trovo che crei alcuna atmosfera maligna e minacciosa, cosa che riusciva perfettamente invece all’originale, e proprio per questo trovo l’operazione inutile e addirittura dannosa per il brand. Di The Witch invece penso solo cose meravigliose, un film di spessore enorme e pieno zeppo di suggestioni arcane. L’inquietudine può essere soggettiva, ma un film come The Witch a mene mette molta.
Beh chiaramente credo sia impossibile pensare di poter ricreare anche solo per un piccolissimo istante la magia maligna del primo episodio. Ho ricordi ancora splendidi di quando uscii dal cinema (Arcobaleno a Milano). Diciamo che come puntualizzavo nel mio commento sopra, conoscendo gia’ come vada a finire il film credevo di non “sentire” nulla fino alla fine. Abituato del resto dall’esperienza gia’ vissuta del primo. Forse sara’ perche’ adoro la storia, adoro i moku, sono un nostaglico (come tutti), sara’ per tutto questo che appunto l’ultimo quarto d’ora mi ha preso e mi ha fatto pensare che alla fine non ho speso cosi’ male il mio soldo.
Ecco, cosa che invece quando sono uscito dal cinema dopo avere visto The Witch non e’ successa. Anzi, avevo i cojones pesantemente girati per avere buttato via palanche per un IMHO filmetto assolutamente mediocre dal punto di vista della tensione e della paura. Perche’ almeno in TBW2 un quarto d’ora di tensione l’ho vissuta 🙂