Blade
Stephen Norrington
vampiri, action
Wesley Snipes, Stephen Dorff, Kris Kristofferson, N’Bushe Wright
1998
112'
USA
Capostipite dei film ispirati a fumetti Marvel, Blade aprì la strada alle successive, commercialmente fortunate trasposizioni cinematografiche che a tutt’oggi continuano ad affollare a cadenza piuttosto regolare i cinema di tutto il mondo. Per l’occasione, fu scelto un fumetto secondario, a sfondo vampirico, e il buon successo della pellicola (circa 130 milioni di dollari di incassi) portò alla realizzazione di due seguiti.
La vicenda è ambientata nella realtà presente del mondo che conosciamo, ma con una sottile differenza: il mondo del film, infatti, è popolato dai vampiri. Essi esistono da sempre, e le loro alte sfere stringono accordi con le autorità umane per garantire la convivenza più serena possibile tra le due specie. Il meccanismo sembra funzionare piuttosto bene, ma ci sono un paio di variabili incontrollabili.
La prima è Blade, un omone di colore grande e grosso (Wesley Snipes), la cui madre era stata morsa da un vampiro mentre era incinta. Quell’evento ha portato il nascituro ad avere le caratteristiche di entrambe le specie: ha la forza e la resistenza dei vampiri, e può esporsi alla luce del sole come un essere umano. Tuttavia, ci sono un paio di rovesci della medaglia: tra le caratteristiche ereditate dagli uomini vi è l’invecchiamento, che non è lento come quello dei vampiri. Ma soprattutto, per vivere ha bisogno di un siero che sostituisca il suo bisogno di sangue. Blade ha assegnato a sé stesso una missione, ovvero quella di uccidere tutti i vampiri con cui entra in contatto, e in ciò viene aiutato dal vecchio Whistler, che gli procura mezzi, armi e siero.
La seconda variabile impazzita, nonché vero motore che innesca tutto lo scatenarsi degli eventi raccontati nel film, è il Diacono Frost. Egli non è un vampiro purosangue, bensì un trasformato, ma è riuscito a guadagnarsi l’accesso al ristretto consiglio dei vampiri. E’ proprio lì che inizia ad esporre le sue idee e i suoi piani: non condivide la linea pacifica e collaborativa degli altri capi, e il suo scopo è quello di assoggettare la popolazione umana, da lui considerata mero bestiame.
In questo scenario, a seguito di un inizio subito roboante in termini di azioni e scontri a fuoco e corpo a corpo in una discoteca popolata di vampiri, entra a far parte del clan di Blade anche la dottoressa Karen Jenson, una ematologa che è stata morsa nel corso di un assalto in ospedale e che riesce a curare sé stessa. Sviluppa anche un siero letale per i vampiri, ai quali causa un velocissimo rigonfiamento epidermico che porta all’esplosione del corpo. Sarà col suo aiuto che Blade, il Diurno, si lancerà all’assalto del Diacono per fermare il suo piano di evocare un’antica divinità del sangue.
Prodotto mainstream farcito di valanghe di azione, combattimento e simil-arti marziali, Blade regala quasi due ore di divertimento e di buon ritmo, con un cast funzionale e dei personaggi interessanti. Dimenticatevi la caratterizzazione, l’approfondimento e i contenuti, perché quello che troverete nel film è pura e semplice action in salsa orrorifica. Wesley Snipes, nel ruolo del giustiziere di vampiri, si prende troppo sul serio e la sua costante impassibilità lo rende quasi autoparodistico. Molto meglio Kris Kristofferson nei panni di Whistler, più divertente ed ironico. Nonostante la lunga durata, il film scorre piuttosto liscio tra una tamarrata e l’altra e regala un finale movimentato e avvincente. E siccome lo scopo era proprio quello, non può che essere promosso senza riserve.
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