Dead Snow 2: Red vs Dead
Død Snø 2
Tommy Wirkola
grottesco, zombi, splatter
Vegar Hoel, Ørjan Gamst, Martin Starr, Jocelyn DeBoer
2014
101'
Norvegia
Il primo Dead Snow era un film piuttosto divertente, con buoni momenti splatter a fronte di una trama leggera e sopra le righe, con recitazione a tratti esasperata e una seconda metà decisamente più convincente della prima, più fiacca. Tommy Wirkola, già sceneggiatore e regista del primo film, ritorna con un seguito dal ben chiaro titolo di Dead Snow 2: Red vs Dead, che già lascia intuire qualcosa sulla folle trama. Il punto è un altro: Wirkola salta di netto 2-3 categorie in una volta sola e passa da un filmetto caruccio e spensierato ad una strepitosa commedia horror che vi farà cadere dalla poltrona in svariate occasioni durante la sua durata.
Martin è l’unico superstite della mattanza avvenuta nei pressi della baita montana dove assieme ai suoi amici ed alla sua fidanzata era andato a trascorrere una vacanza. I primi minuti del film sono dedicati proprio ad un riassunto di quanto avvenuto, dopodiché assistiamo alla tragica scoperta, da parte di Martin, del braccio che gli è stato riattaccato da un chirurgo. Peccato che si tratti del braccio amputato di Herzog, il capo della banda di nazisti zombi, e Martin non riesce a controllarlo, iniziando ad uccidere in una baraonda di sangue poliziotti, medici ed infermieri. Prima di fuggire, comunque, fa la conoscenza con un ragazzino ossessionato dagli zombi, il quale ha inviato le foto del braccio di Martin ad un sedicente gruppo di cacciatori di zombi americani, noto in rete come Zombie Squad. L’uomo si mette in contatto con loro, chiedendo il loro immediato aiuto.
Nel frattempo, Herzog e la sua armata di nazisti zombi si ingolosiscono: dopo aver recuperato il tesoro nel primo film, iniziano a volere di più, e si spingono in direzione del villaggio di Talvik. Si scoprirà in seguito che proprio lì erano diretti, con l’incarico di uccidere la popolazione locale affidato loro direttamente da Hitler, ma furono uccisi poco prima che compissero la malefatta. Ora intendono portarla a termine, e per farlo si impossessano di un carro armato e tramite i poteri di Herzog allargano il loro esercito, risvegliando le loro stesse vittime, che diventano zombi asserviti al volere del caporale.
Con l’arrivo dell’inguardabile Zombie Squad, costituita da tre nerd, si sviluppa l’idea della reazione da opporre all’avanzata dei nazisti: risvegliare, attraverso i poteri che ora ha anche Martin, l’armata russa agli ordini di Stavarin, uccisa da Herzog e compagni e che avrà un forte desiderio di vendetta. Questo, a grandi linee, il riassunto della trama di Dead Snow 2, ma mai, credetemi, mai potrà rendervi l’idea di quanto questo film sia dannatamente riuscito e divertente.
Ogni personaggio, ogni espressione, ogni sequenza ed ogni scelta trovano una perfetta collocazione, in un’alchimia rarissima che finisce per rendere pressoché perfetto lo svolgimento del film. A partire dal suo squinternato concept, Wirkola tira fuori una commedia horror stracolma di sangue, di gag e di momenti divertentissimi, e ci riesce nonostante sia politicamente scorretto sotto ogni possibile punto di vista. Ci sono terrificanti e violentissime uccisioni, anche a danno di invalidi e di bambini, eppure tutto riesce a strappare risate, in una festa di organi interni e di humour che forse mai si era amalgamata in modo così chirurgico.
Tanti, troppi i momenti memorabili del film: tra le cure del medico nazista zombi, alle prese col recupero delle vittime durante la battaglia, le uccisioni ad opera del “braccio di Satana” di Martin, i fantastici personaggi del leader della Zombie Squad e dell’omosessuale che lavora al museo della Seconda Guerra Mondiale, e ancora il comico primo zombi risvegliato da Martin, fedelissimo ed usato in molteplici modi, c’è davvero troppo per poter essere elencato. E come nei più fortunati casi, anche il finale è incredibile, continuando a regalare piacevoli risate anche dopo i titoli di coda.
Mi rendo conto di cosa significhi assegnare un voto come quello che vedete qui in alto, soprattutto se confrontato a mostri sacri del genere, alcuni dei quali hanno ricevuto valutazioni anche minori: ma non si può proprio fare a meno di premiare un film del genere, soprattutto considerando il suo specifico sottogenere e valutandolo quindi secondo la giusta prospettiva. L’unico consiglio è quello di guardarlo, da appassionati di cinema horror e splatter non potrete far altro che amarlo. Magnifico.
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