Open Windows
Nacho Vigalondo
mockumentary, action, ossessione
Elijah Wood, Sasha Grey, Neil Maskell, Nacho Vigalondo
2014
99'
USA, Spagna
Nacho Vigalondo è un regista piuttosto interessante, che si cimenta per la prima volta con una produzione in lingua inglese e con cast internazionale dopo aver prodotto un paio di corti, finiti nei contenitori The ABCs Of Death e V/H/S: Viral, e lungometraggi quali Timecrimes ed Extraterrestre. Per l’occasione, si avvale di un cast di buon richiamo, che vede nei ruoli di protagonisti Elijah Wood, il Frodo de Il Signore Degli Anelli che già abbiamo incontrato in occasione del remake di Maniac, e Sasha Grey, nota soprattutto per il suo passato da pornostar e che, dopo aver interrotto la sua attività nell’hard, si sta reinventando in molteplici vesti artistiche, come scrittrice, dj e attrice.
Non neghiamolo, un motivo che spingerà molti a vedere questo film è proprio la presenza di Sasha. E’ così anche nel mio caso e lo ammetto senza problema alcuno. Ciò detto, il film è estremamente moderno, e tenta una strada particolare che può essere considerata una evoluzione dei mockumentary: l’intero svolgersi degli eventi è mostrato attraverso lo schermo di un pc, e quindi mediante riprese di webcam, videocamere di sorveglianza e camere degli smartphone. In realtà un esempio simile lo abbiamo già incontrato con The Den, che spingeva nella stessa direzione, sebbene con finalità diverse.
Open Windows sceglie il mezzo tecnologico per costruire un thriller carico di azione e di ossessioni, che vede come protagonista un’attrice, un suo fan sfegatato che gestisce un sito a lei dedicato e un hacker che prende a ricattare il fan, prendendo possesso, in maniera del tutto non credibile, di qualsiasi dispositivo tecnologico esistente. Le sue motivazioni non sono inizialmente ben chiare e nemmeno nel finale si avranno soddisfacenti spiegazioni, ma tralasciando le perplessità puramente tecnologiche, assumendo magari che ci siano forzature volute e legate allo sviluppo della trama, il film mantiene una sua coerenza narrativa e soprattutto un ottimo ritmo, riuscendo nel corso della sua durata piuttosto corposa, per il genere trattato, a toccare temi nemmeno tanto banali.
In un unico pacchetto, infatti, vengono affrontati i temi della vita da star, sotto i riflettori, sotto il giudizio di chiunque, con la vita privata ridotta al lumicino e pilotata dagli agenti, e col costante rischio di essere importunati da fan ossessionati e pericolosi, che sviluppano una vera e propria mania. Dall’altro lato, c’è uno sguardo sul mondo degli hacker e in generale della rete, contesto che viene trattato con pochezza e che viene mostrato quasi come un qualcosa di magico, con questi individui che scrivono in finestre simil-DOS a rullo continuo e scatenano eventi inspiegabili. Debole la figura dell’antagonista, che oltre ad essere un notissimo hacker dietro grandissime operazioni e truffe informatiche, è anche un trasformista, una specie di agente segreto e un killer da action movie prezzolato.
Occasione in parte persa per Vigalondo, che riesce a dare un buonissimo ritmo alla pellicola e che ha uno spunto di partenza potenzialmente valido, che però si traduce in un prodotto finito che non riesce a scalfire le coscienze e crolla sotto il peso di argomenti trattati con superficialità e poca conoscenza del settore. Nota conclusiva dedicata a Sasha Grey: per chi se lo stesse chiedendo, il suo ruolo non è affatto quello di un’icona sexy, e anzi, nonostante la presenza di un nudo (solo il seno), è tutto fuorché sensuale o provocante, ma anzi trasmette bene il senso di violazione nel momento del ricatto. Discreta la sua prova, la ragazza potrebbe diventare una dignitosa attrice da produzioni di medio livello nel giro di qualche anno se continuerà a studiare recitazione. Fiacco invece Wood.
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