Sinister 2
Ciarán Foy
case maledette, uomo nero
James Ransone, Shannyn Sossamon, Robert Daniel Sloan, Dartanian Sloan
2015
97'
USA, Regno Unito
Credo che Sinister rientri in maniera netta nel gruppetto di film che più mi hanno spaventato negli ultimi anni. Elabora il tema della maledizione delle case sviluppandolo in una direzione nuova, attingendo nella mitologia babilonese e pescando l’antica divinità pagana nota come Bughuul, il divoratore di bambini. Il tutto viene mischiato con i terrificanti snuff movies che i bambini stessi, una volta posseduti da Bughuul, girano nel corso di fantasiose quanto terrificanti uccisioni dei loro familiari.
Un sequel di un film come Sinister non aveva un gran senso di esistere, trattandosi di una storia auto-conclusiva e che poteva offrire spazio solo per il solito “more of the same”, la stessa minestra riproposta in maniera leggermente diversa e, nella maggior parte dei casi, peggiore dell’originale. La direzione scelta da Scott Derrickson, qui in vesti di sceneggiatore e produttore, porta la vicenda ad essere più prossima ad un family drama dalle tinte fosche e sanguinose, con qualche spruzzata di Grano Rosso Sangue data sia dall’ambientazione rurale e dagli sconfinati campi di grano, sia dal tipo di esecuzione che il bambino posseduto da Bughuul cercherà di mettere in atto.
In Sinister 2 il protagonista è il vice sceriffo senza nome che avevamo conosciuto già nel primo film. Ossessionato da quella vicenda, l’uomo cerca di interrompere la catena della maledizione. Ogni volta che una famiglia viene toccata dal demone e tenta la fuga, trova la morte nella nuova casa dove si trasferisce, e così via. Stavolta la casa in pericolo è quella di Courtney, una donna fuggita dal marito violento e trasferitasi insieme con i due figli Dylan e Zach. I due gemelli sono profondamente diversi: uno più debole e remissivo, l’altro violento e dispotico. Il primo inizierà ad essere turbato da inquietanti visioni: nel corso della notte, i fantasmi di alcuni bambini lo conducono in cantina, dove lo costringono a guardare i filmini degli omicidi delle loro famiglie.
A differenza del primo film, Sinister 2 tenta di muoversi su binari differenti. Pur mantenendo i propri punti di forza e spingendo ancora di più sugli snuff, davvero inquietanti, viene prescelta la strada del dramma familiare, che occupa una parte importante del film, ma che non viene sviluppato con una profondità sufficiente da risultare soddisfacente. A ciò si aggiunge qualche discutibile cambiamento alle dinamiche di possessione di Bughuul: il demone compare in alcune occasioni, ma viene sfruttato in maniera approssimativa e caotica. Ancor peggio, i bambini, tra i punti di forza del primo film, nel quale non parlavano e riuscivano nell’intento di apparire realmente inquietanti, stavolta sono chiacchieroni e perdono la loro aura di immaterialità e malvagità, finendo per sembrare degli innocui spiritelli da fiaba infantile.
Risulta essere ben riuscita invece l’espansione dei mezzi attraverso i quali si manifesta Bughuul: non sono più infatti solo i video e le immagini, ma anche altre forme di media e di intrattenimento, come ad esempio la radio. In generale, però, non ci troviamo nella stessa lega del film di Derrickson: Sinister 2, è un prodotto che nel tentativo di non risultare un sequel che ripropone pedissequamente quanto visto nell’originale, finisce per far perdere di intensità e di impatto ai punti forti, cercando sviluppi che non riescono. La recitazione non è del tutto convincente e la partecipazione emotiva dello spettatore ne risente già dopo i primi minuti. Nonostante le intenzioni positive e comprensibili, il film non si attesta su uno standard soddisfacente per poter essere ritenuto anche solo minimamente all’altezza del suo predecessore. Per fortuna ci sono i filmini.
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