Last Shift
Anthony DiBlasi
fantasmi, case maledette, onirico
Juliana Harkavy, Joshua Mikel, J. LaRose, Natalie Victoria
2014
88'
USA
Last Shift è uno di quei film che guardo su Netflix – quello americano – perché mi colpisce l’immagine che viene usata per presentare il prodotto. Quel fotogramma, misto ad una media voto utenti che sembrava piuttosto interessante, mi hanno convinto a concedergli una chance. Solitamente non amo particolarmente i film ambientati in un singolo luogo e con un unico protagonista per tutta la durata, ed anche stavolta non ho cambiato idea. C’è quasi sempre qualcosa che non regge, che non ha forza sufficiente per reggere una storia di un’ora e mezza. Ciononostante, va dato atto a Anthony DiBlasi di aver messo nel calderone quanta più roba possibile per mantenere sempre alta la tensione, talvolta anche riuscendoci.
Jessica Loren è una neo-poliziotta al suo primo incarico. Deve sorvegliare una stazione di polizia che sta per essere dismessa, e per tale motivo trascorrerà l’ultima notte prima della definitiva chiusura tutta sola nell’edificio. Il motivo è che nel corso della notte arriveranno gli incaricati a portar via le prove della scientifica di casi irrisolti. Compito semplice semplice, insomma: la ragazza non dovrà far altro che far trascorrere il tempo leggendo un libro, aprire ai traslocatori e tornarsene a casa al mattino. Però le cose, nei film horror, non scorrono mai così lisce.
Nonostante le telefonate in entrata siano state ridirette alla nuova centrale di polizia, Jessica riceve una serie di chiamate da una ragazza, tale Monica Young, che afferma di essere in pericolo di vita, prigioniera di una famiglia che, a quanto afferma la diciassettenne, ha già ucciso altre ragazze. Nel frattempo all’interno della stazione succede di tutto: una serie di fenomeni paranormali di crescente intensità e pericolosità portano la poliziotta a ricostruire quanto accaduto tra quelle mura un anno prima, quando la famiglia Paymon era stata arrestata per omicidio plurimo e proprio lì dentro si era suicidata mediante impiccagione.
La frequenza di manifestazioni, rumori, voci e strani incontri è molto alta. DiBlasi è un mestierante privo di eleganza ma abbastanza efficace, che fa uso dei jump scares ma che di tanto in tanto centra anche qualche buon colpo. Il primo, lecito dubbio che lo spettatore potrebbe avere è: perché Jessica non abbandona la centrale dopo essersi resa conto che qualcosa non va? La motivazione addotta è stucchevole ma funzionale: il papà della ragazza, anch’egli poliziotto, era stato ucciso proprio nel corso dell’arresto dei Paymon, e proprio la memoria del padre la porta ad avere un senso del dovere fortissimo.
L’inquietudine soprannaturale che permea il film è un po’ meccanica e asettica, finendo per apparire posticcia. L’impatto complessivo è inoltre peggiorato dalla non entusiasmante prova recitativa della protagonista, che non riesce a reggere sulle proprie spalle il peso dell’intera pellicola. Pur non godendo di pregi particolari, Last Shift è un filmetto piuttosto godibile, di quelli da guardare a notte fonda, con la precisa volontà di credere e di immedesimarsi. Se vissuto in quest’ottica, ha i suoi momenti validi.
Warning: A non-numeric value encountered in /home/lucatrif/public_html/creepyvisions.it/wp-content/themes/explicit/functions/reviews.php on line 391


Lascia un commento