Non Aprite Quella Porta
The Texas Chainsaw Massacre
Tobe Hooper
slasher, cannibali
Marilyn Burns, Allen Danziger, Paul A. Partain, William Vail
1974
83'
USA
Follia… Questo film la esprime fin dalle prime sequenze in un crescendo che riesce a mantenere l’attenzione dello spettatore sempre altissima. Per questo una menzione particolare va fatta immediatamente per Tobe Hooper, che grazie a una regia fatta di primi piani e di attenzione maniacale ai particolari trascina lo spettatore all’interno delle menti squilibrate dei carnefici.
La storia, liberamente ispirata a un fatto di cronaca avvenuto circa un anno prima dell’uscita del film, ci racconta di cinque ragazzi che in viaggio passano nei pressi della cittadina dove abitavano i nonni di due protagonisti, un ragazzo disabile, Franklin, e sua sorella, Sally. In questa cittadina da qualche tempo sono state profanate alcune tombe e i due ragazzi chiedono di fermarsi per sapere se la tomba dei loro nonni sia intatta. Sinceratisi che non ha subito alcun danno Franklin propone di andare a visitare la casa dei nonni e di rimanere un po’ visto che l’unico distributore della zona non ha carburante e non arriverà prima del giorno seguente.
Da qui in poi il resto del film è una escalation di follia, crudeltà e ferocia che lo inserisce di diritto tra i capolavori assoluti della storia del cinema horror e non, che lo rende impossibile da narrare in poche righe senza banalizzarlo: l’incontro con l’autostoppista delirante che traumatizza non poco i ragazzi, poi la prima apparizione del personaggio simbolo di questo film ovvero Leatherface con la sua maschera di pelle umana, fino alla visionaria e schizofrenica scena della “cena di famiglia” che porta a un finale atteso, ma che comunque riesce a mantenere l’atmosfera di abbandono totale della ragione, la fuga di Sally verso la salvezza condita da una risata isterica e lo strano balletto con tanto di motosega in mano di Leatherface, che chiudono davvero degnamente questo film.
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