Grano Rosso Sangue
Children Of The Corn
Fritz Kiersch
religione, bambini malefici
Peter Horton, Linda Hamilton, John Franklin, Courtney Gains
1984
93'
USA
Negli anni Ottanta, la fama di Stephen King era tale che si tiravano fuori film praticamente da ogni suo romanzo e racconto. Uno di quelli che ne furono interessati fu I Figli Del Grano, racconto incluso nella raccolta A Volte Ritornano. La versione cinematografica fu curata da Fritz Kiersch dietro la sceneggiatura di George Goldsmith.
Nebraska, cittadina di Gatlin: i bambini, indottrinati da un ragazzino inquietante di nome Isaac, uccidono tutti gli adulti, genitori inclusi, seguendo le presunte direttive che arrivano da una divinità pagana indicata con la definizione di “Colui che cammina tra i filari”. Qualche anno dopo, una coppia di giovani costituita da Burt e Vicky, durante un viaggio in auto investono un ragazzino, per poi scoprire che in realtà era già stato ucciso. Al fine di denunciare il fatto, decidono di fermarsi nella prima città che incontrano, che ovviamente sarà proprio Gatlin.
La cittadina appare come un villaggio fantasma: tutto è abbandonato e il grano la fa da padrona, sia negli sconfinati e fitti campi che la circondano, sia nelle abitazioni e nei locali, ormai abbandonati. I bambini, accortisi della presenza dei due “intrusi”, cercano di ucciderli per offrirli in sacrificio alla divinità: si innescherà dunque una lotta per la sopravvivenza, che al suo interno raccoglierà ulteriori elementi, quali una lotta di potere tra Isaac e Malachia interna al culto e la voglia reazionario di due bimbi, fratello e sorella, che non si sono mai uniformati agli altri invasati.
E’ interessante la caratterizzazione dei bambini: sono sostanzialmente una massa priva di identità, dei senza volto che seguono ciecamente il loro leader spirituale e dogmatico Isaac, il quale dice di parlare per voce di Colui che cammina tra i filari, ordinando ciò che va fatto in base al suo volere. L’unico ad emergere è Malachia, una sorta di Dave Mustaine coi capelli color carota e le lentiggini, il quale è invece il braccio armato del gruppo. Forte è il legame tra la divinità e la terra, in una connessione che sa di antico e di paganesimo.
Risulta piatto lo svolgimento complessivo della vicenda, nonché poco credibile. L’usanza è che al compimento dei diciannove anni i ragazzi debbano morire, per cui sono tutti molto piccoli e risulta difficile credere che possano sostentarsi e gestirsi. Inoltre, altro aspetto inevitabile è che ben presto tutti sarebbero morti, non riproducendosi. Il corri e fuggi che caratterizza metà film è un po’ sfiancante e porta ad un finale che mette in campo degli effetti speciali imbarazzanti per realizzazione, di un posticcio che è difficile vedere anche in pellicole amatoriali.
Nonostante si tratti di un prodotto che essenzialmente banalizza un tema più forte ed inquietante, Grano Rosso Sangue riesce ad emanare un certo fascino antico e gode di un tema portante della colonna sonora abbastanza semplice ed evocativo da rimanere in mente. Forse proprio per queste ragioni, il film ha dato vita ad una vera e propria saga ricca di seguiti e di un remake. Non imprescindibile, ma con una sua identità.
Curiosità: a questo film si ispirarono i Testament per il testo di uno dei loro brani più famosi, intitolato Disciples Of The Watch e contenuto nell’album The New Order, del 1988.
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