Krampus – Natale Non È Sempre Natale
Krampus
Michael Dougherty
fantasy, commedia, creature
Adam Scott, Toni Collette, David Koechner, Emjay Anthony
2015
98'
USA
Suggestionato dai giorni delle sfilate dei Krampus, in concomitanza coi festeggiamenti di san Nicolò (altra denominazione di san Nicola di Bari), mi sono finalmente deciso a guardare il film omonimo, che avevo in coda da qualche mese e che per un motivo o per un altro posticipavo sempre. A dirla tutta, questo film non ha molto a che fare coi demoni travestiti della tradizione austriaca, bavarese e di alcune aree del nord Italia, finendo per essere più una specie di critica vendicativa nei confronti del consumismo esasperato del periodo natalizio, che finisce per far perdere di vista il vero spirito del Natale.
Una famiglia accoglie in casa propria dei familiari per festeggiare il Natale. I rapporti tra le famiglie non sono dei migliori, e anche all’interno del nucleo ospitante ci sono alcuni problemi. Tutto viene molto marcato, a partire dalle colorite esternazioni per arrivare alle recitazioni piuttosto sopra le righe, ma la volontà nelle prime battute è proprio quella di mettere al centro dell’attenzione come si tratti del classico Natale che si è costretti a passare in famiglia anche quando, magari, non se ne ha affatto voglia. Significativa anche la primissima sequenza in slo-mo, che mostra la furia consumistica con cui la gente si avventa nei centri commerciali, calpestando tutto e tutti, scontrandosi, esasperando la vena che, ormai da un bel po’ di anni, caratterizza questo periodo dell’anno.
In questo scenario piuttosto desolante e umanamente povero, tratteggiato sempre in maniera grottesca e leggera, si cala l’infelicità di Max, ragazzino sensibile che soffre in particolar modo gli sfottò delle cugine, oltre alla situazione familiare che vede un certo distacco della sorella e un allontanamento dei suoi genitori. Durante la cena in famiglia Max esplode, urlando che odia tutti. Quel momento sarà la scintilla che farà entrare in scena il Krampus del titolo, descritto da Omi, nonna di Max, come l’ombra di Babbo Natale, che viene però non per dare, ma per prendere.
La perdita dello spirito natalizio, che si manifesta quindi nell’accoppiata consumismo-infelicità familiare, richiama il demone e tutta la sua colorita banda di aiutanti, che vanno da pupazzi e marionette a biscotti a forma di omino. A dispetto delle apparenze piuttosto fiabesche e molto grottesche, però, le creature in questione sono aggressive e motivate a catturare tutti i membri della famiglia di Max, che si ritrova improvvisamente assediata e preda di una vera e propria caccia all’uomo, mentre tutt’intorno svanisce man mano un po’ tutto, dalla corrente elettrica alla praticabilità delle strade, fino ad arrivare a una situazione di assoluto isolamento.
Krampus si muove sui binari della commedia per quanto riguarda le interazioni tra i personaggi e anche per alcuni degli improbabili aiutanti del demone del Natale, tuttavia mantiene al suo interno alcuni elementi che lo ancorano al filone horror, seppur dai toni favolistici: il personaggio di Omi, anziana nonna di Max che per circa metà film parla solo il tedesco e che si rivelerà la sola in grado di capire quel che sta avvenendo, è il tratto d’unione tra la modernità schizofrenica e le credenze antiche. Il finale è quello giusto per una storia fiabesca, con un finale negativo che invece viene ribaltato nel – prevedibile – controfinale positivo, che evidenzia come le vicissitudini trascorse abbiano finito per riavvicinare e cementare i rapporti familiari.
Premesso e chiarito che non ci troviamo di fronte a un horror vero e proprio, e che la leggerezza che lo caratterizza farà storcere il naso a più di un appassionato del genere, Krampus – Natale Non È Sempre Natale si installa nel filone degli horror natalizi – tra i quali ricordo Santa’s Slay o il relativamente prossimo Saint, dove in azione c’è proprio san Nicola – finendo per non emergere in nessun aspetto: non riesce a essere divertente per via di personaggi troppo marcati, dalle battute talvolta improponibili, non riesce a inquietare, che forse sarebbe addirittura il minore dei problemi, ma nemmeno riesce a fare riflettere, finendo per dare uno spaccato quasi da Canto Di Natale di Dickens. Per questi motivi, fatico a trovare una categoria di pubblico al quale questo film possa essere indirizzato.
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