All The Boys Love Mandy Lane
Jonathan Levine
slasher, teen
Amber Heard, Anson Mount, Whitney Able, Michael Welch
2006
90'
USA
Ci sono casi in cui io stesso non mi spiego le ragioni che mi spingono a scegliere di guardare un film piuttosto che uno delle migliaia di altri che ancora non ho visto. Nel caso di questo anonimo e misconosciuto All The Boys Love Mandy Lane, il motivo è stato semplicemente la musicalità del titolo. Mi rendo conto di quanto la cosa possa apparire bizzarra – e i fior di classici che ancora mancano all’appello invocano giustizia – eppure è proprio così. Dopo essermi dunque imbattuto in questo titolo un po’ di volte, mi sono accorto che mi risuonava gradevole all’udito e mi sono detto “Ma si, guardiamolo”. Avrò fatto la scelta giusta?
All The Boys Love Mandy Lane – fatevene una ragione, ripeterò il titolo ad ogni occasione utile – è un film del 2006 che non ha visto la vetrina delle sale cinematografiche fino al tardo 2013, quando ebbe una limitata distribuzione negli USA. Questo per vari motivi, in primis la bancarotta del distributore. Diretto da Jonathan Levine, più recentemente arrivato al successo commerciale con Warm Bodies, il film si inquadra nel classico filone dei teen horror: i protagonisti sono adolescenti brufolosi alle prese con l’attività che, da quell’età in poi, diventerà fondamentalmente lo scopo della vita, vale a dire accoppiarsi.
La fortunata destinataria di molte delle attenzioni dei teenager protagonisti della storia è, pensate un po’, proprio la Mandy Lane del titolo, interpretata da Amber Heard. Ora, piccola nota di carattere puramente estetico: per carità, la ragazza è carina, però una discreta parte della altre presenti nel film, in particolare quasi tutte le cheerleaders, sono se non meglio di lei quantomeno al suo livello, senza contare che la nostra reginetta veste pure in maniera piuttosto sciatta e poco provocante. Eppure tutti impazziscono letteralmente per Mandy. D’altronde si sa, “all the boys love Mandy Lane”. Si, la finisco.
La ragazza, a quanto ci è dato di capire nelle prime battute, sembra essere sbocciata nel corso della ultima estate, mentre prima era considerata una sfigatella timida. Questo suo fiorire viene inevitabilmente notato da tutti i brufolosi marpioni della scuola, che tentano quindi di invitarla alle feste col chiaro scopo di provarci con lei. Mandy, però, vive ancora con timidezza e timore la sua fresca sensualità, e l’unico suo amico, innamorato di lei, è considerato uno sfigato dai ragazzi più popolari. Nelle battute iniziali, Emmet, l’amico, viene presentato come uno dei classici teenager che si innamorano di una ragazza che non possono raggiungere, e vive la cosa con profonda frustrazione ed odio nei confronti di tutti quelli che le ronzano intorno. Detto che lei, comunque sia, non dà retta a nessuno e non sembra essere interessata a concedersi.
In questo banale quadretto, arriva il momento in cui la ragazza viene invitata a trascorrere un weekend presso un ranch isolato – ma te pensa – assieme a tre ragazzi ed altre due ragazze. Inutile dire che lo scopo di tutti e tre i maschietti è schienare Mandy. Comunque sia, tra bevute, giochi e cazzatelle adolescenziali, ecco inserirsi il jolly: qualcuno comincia ad uccidere i ragazzi, uno dopo l’altro. Non sembrerebbe essere nessuno dei sei giovani, quindi i primi sospetti ricadono su Garth, colui che manda avanti il ranch. Ben presto però sarà chiaro che non è nemmeno lui l’autore degli omicidi…
Senza dire il nome dell’assassino, sono abbastanza sicuro che dalle poche informazioni fornite vi siate fatti un’idea ed abbiate compreso perfettamente di chi si tratti e cosa lo spinge ad agire. Non vi smentirò, ma mi limito a dirvi che in verità il finale riserverà una sorpresa, con un plot twist che personalmente non avevo immaginato, anche perché a dirla tutta non si incastra in maniera chiara con le meccaniche e le azioni dei personaggi. Tuttavia, c’è quel pizzico di impegno a regalare l’interesse necessario ad una vicenda che altrimenti scivolerebbe via in maniera troppo innocua.
All The Boys Love Mandy Lane non vale i 90 minuti della sua durata. Sono abbastanza convinto che possiate trovare molti modi per trascorrere in maniera migliore il vostro tempo. Si tratta in sostanza di uno slasher classicissimo che poi cerca di giocarsi nel finale la carta del twist: dopo aver indirizzato tutto in maniera molto chiara fin da subito, la sceneggiatura vira con un colpo di scena secco e che non verrà mai spiegato, lasciando la sensazione che sia stato inserito più per sorprendere che per una reale necessità di trama.
Preso per quello che è, il film è tutto sommato anche caruccio. Diretto con discreta perizia, aderente ai canoni del genere e scorrevole, il suo difetto principale è il suo essere innocuo: non lascia traccia, non inquieta, non diverte, non fa pensare, non impressiona. Le morti sono abbastanza fiacche, i toni sono da teen romance condita da pochissimo sangue per adeguarsi ad una distribuzione più ampia possibile – e gli arabeschi del destino nemmeno quella gli hanno concesso. In conclusione, prodotto dozzinale ed evitabile, ma con una discreta realizzazione.
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