Pesce D’Aprile
April Fool's Day
Fred Walton
slasher, teen
Deborah Foreman, Ken Olandt, Amy Steel, Jay Baker
1986
86'
USA
Ammetto che non avevo mai sentito parlare di questo film prima di vederlo nel catalogo di Infinity. Incuriosito dall’anno di uscita e dall’accenno di trama, ho dedicato alla sua visione una serata di fine estate post-rientro dalle ferie. E devo dire di non essermene pentito.
Pesce D’Aprile racconta la storia di un gruppo di amici – questa vi mancava, dite la verità – che trascorre lo spring break presso la villa di un’amica ricca, Muffy, su un’isola. Le fasi iniziali del viaggio vengono riprese dai ragazzi stessi con delle videocamere, nello stile da mockumentary ben noto al pubblico odierno, ma ben presto si passa alle riprese canoniche, che ci mostrano il viaggio in barca dei ragazzi verso l’isola. Fin da quel momento si nota lo spirito vacanziero e leggero, ricco di scherzi anche piuttosto spinti che i ragazzi sono soliti giocarsi l’un l’altro. Uno di questi scherzi, però, provoca un incidente a causa del quale un marinaio viene schiacciato dal traghetto contro il molo, sopravvivendo ma venendo sfigurato.
Muffy accoglie i ragazzi nella grande dimora familiare. Organizza tutta una serie di scherzi per i suoi compagni, facendo trovare loro droga nell’armadietto di un bagno, ritagli di giornale legati alle vicende personali nei cassetti, e altre piccole cose qua e là che creano un sottile disagio nei ragazzi. Le cose peggiorano decisamente quando, uno dopo l’altro, i giovani spariscono per poi venire ritrovati morti.
Da quel momento in poi il film prende la strada del più classico slasher ottantiano: un luogo isolato e dal quale non si può andar via – trattasi infatti di un’isola e nessun traghetto approderò fino a lunedì – e un gruppo di persone che si ritrova ad affrontare un pericoloso e ignoto serial killer, intenzionato a farli fuori. Pesce D’Aprile, pur non muovendosi molto rispetto al binario classico e mantenendo toni poco sanguinosi e violenti, non funziona male nemmeno come slasher autentico, regalando anche il colpo di scena della gemella malvagia di Muffy, Buffy.
Eppure, ancora il suo asso nella manica deve estrarlo: solo nel finale, infatti, dopo che lo spettatore aveva ormai accettato l’idea di aver guardato un onesto slasher senza grosse pretese, viene rivelata la vera natura degli accadimenti fino a quel momento visti e il film. compreso di titolo, assume tutt’altro significato. Sebbene la spiegazione finale sappia di forzato e poco credibile, rimane una nota di sorpresa nello scoprire quello che, chi tra voi vorrà farlo, scoprirà vedendo i minuti finali del film.
Nonostante un cast fin troppo numeroso e senza particolare talento, un target di pubblico di età bassa e tendenzialmente televisivo, Fred Walton riesce a dirigere con mano sicura e idee chiare un film che si rivela leggero nella prima parte, solido seppur derivativo in quella centrale, e sorprendente nel finale. Come in molti casi analoghi, non si tratta di un film che può essere preso troppo sul serio: analizzarne la trama a fondo, infatti, porterebbe a smontare anche l’impatto della conclusione. Se guardato con l’occhio ingenuo e disincantato del cultore di prodotti di nicchia e d’annata, invece, è molto probabile che possa offrire un’oretta e mezza piuttosto piacevole.
Curiosità: tra i ragazzi vi è anche Thomas F. Wilson, che molti di voi riconosceranno come il Biff di Ritorno Al Futuro.
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