My Soul To Take – Il Cacciatore Di Anime
My Soul to Take
Wes Craven
slasher, teen, uomo nero
Max Thieriot, John Magaro, Denzel Whitaker, Emily Meade
2010
102'
USA
Sedici anni dopo Nightmare – Nuovo Incubo, Wes Craven tornò a scrivere e dirigere un horror con questa pellicola, datata 2010, dal titolo My Soul To Take – Il Cacciatore Di Anime. L’accoglienza non fu delle migliori: uscito nelle sale cinematografiche statunitensi, non ricevette grandi consensi, tanto che in Europa, Italia inclusa, fu distribuito direttamente per il circuito dell’home video. Al film venne applicato in post-produzione un posticcio effetto 3D, che non solo non aggiunge nulla alla cifra stilistica del prodotto, ma è visibilmente inferiore, dal punto di vista qualitativo e della profondità, rispetto alle produzioni contemporanee.
Il titolo è estratto dalla preghiera che i bambini americani recitano prima di addormentarsi, e che nel mio personale percorso incrociai per la prima volta nel brano Enter Sandman dei Metallica. La preghiera serve ad invocare protezione durante il sonno, e viene richiesto al Signore di prendere la propria anima qualora non ci si risvegliasse. Nel prologo, convulso e sbrigativo, viene rivelata la schizofrenia di Abel, tra le cui multiple personalità risiede quella di un feroce serial killer che non risparmia neppure la moglie incinta. Solo l’intervento della polizia salva la figlia Lea, ma nonostante i colpi di pistola ricevuti, Abel riacquista conoscenza in ambulanza e semina il panico, provocando un incidente e sparendo nella notte, minacciando un suo ritorno.
Trascorrono sedici anni, e i sette nati nel corso di quella ormai leggendaria notte, ricordata annualmente come la notte del mostro, si riuniscono per commemorare tanto il loro compleanno quanto la morte del serial killer. Tuttavia, il suo corpo non è mai stato ritrovato, e Penelope, una dei sette, fervente religiosa, è sicura che tornerà, se ancora in vita, oppure che prenderà possesso di uno di loro per perpetrare la propria vendetta.
Il primo punto debole del film è la motivazione del killer: accettando l’aspetto soprannaturale della vicenda, rimane difficile intuire perché dovrebbe vendicarsi sui nati nella notte del suo arresto. Su questo concetto e sui sinistri presagi della cattolicissima Penelope, viene costruito l’impianto di un film classicamente adolescenziale, tra le pulsioni tipiche di quell’età, i problemi scolastici e familiari, i rifiuti da parte dell’altro sesso, le insicurezze. Il tratteggio viene effettuato con pazienza, calando lo spettatore nella vicenda ma senza assalirlo, preferendo un ritmo lento ed avvolgente che tornerà convulso solo nel finale, caotico e denso come il prologo. Nel mezzo, qualche episodio sostanzialmente inutile ed il tentativo di confondere le idee allo spettatore: gli omicidi che inizieranno ad avvenire a Riverton, e che vedranno coinvolti i sette ragazzi, portano la firma di Abel, mai morto e tornato per la sua vendetta? Oppure la sua anima ha preso possesso di uno dei ragazzi? E ancora, se questa fosse l’ipotesi, di chi? Del problematico ed irrisolto Bug, specchio ideale del serial killer? Lo si scoprirà solo nel finale, che tuttavia convince poco, apparendo più disegnato per stupire che per dare una reale chiusura al cerchio della storia.
La regia di Craven è piuttosto apprezzabile, così come le velleità autoriali, non tutte pienamente ottenute ma che manifestano un tentativo di poggiare su un plot classico e di sicuro effetto (Nightmare, Sotto Shock, Scream) ma arricchendo la portate con qualche tema nuovo ed originale. Ci sono notevoli cadute di stile soprattutto in qualche dialogo – terribile quello tra l’assassino e Brandon – e nelle caratterizzazioni, un po’ spigolose. Non eccezionale nemmeno l’aspetto del killer, una sorta di clochard dai capelli lunghi, la pelle come gonfia d’acqua ed un’attaccatura a dir poco alta. Piuttosto cruente le morti, ma il sottotesto di vendetta e redenzione suona stantio e poco interessante. Rimandato.
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Peccato che su Infinity non funzioni. Sono giorni che mi da errore “temporaneo”. Solo lui e the Gallows….restero’ con l’eterna curiosità….
Ho provato proprio ora ad avviarlo e non ho avuto problemi. Prova, magari hanno risolto. 😉