Dark Skies – Oscure Presenze
Dark Skies
Scott Stewart
sci-fi horror, home invasion
Keri Russell, Josh Hamilton, Dakota Goyo, Kadan Rockett
2013
97'
USA
Non molto tempo fa ci siamo occupati di un film sulla cosiddetta abduzione aliena, ovvero i rapimenti di esseri umani da parte di creature provenienti da qualche parte nell’universo, a scopo di studio o per chissà quale altro motivo. Il film in questione era lo scadentissimo mockumentary dal titolo Alien Abduction – Rapimenti Alieni. Stavolta vi parliamo invece di Dark Skies – Oscure Presenze, che tratta un tema simile ma che sceglie di muoversi verso altri territori e cercando di dare una notevole profondità agli eventi narrati.
La famiglia Barrett è lo specchio della contemporaneità: il padre Daniel ha perso il lavoro, quello della moglie Lacy non è sufficientemente solido e stabile per permettere alla coppia ed ai due figli Jesse e Sam di mantenere il tenore di vita che solevano avere. Sono dunque costretti a tagliare qua e là sulle spese domestiche e familiari, e la situazione inizia a pesare anche sul loro rapporto di coppia. Su questo quadro mediamente figlio della crisi economica mondiale – il mediamente è legato al fatto che, nonostante tutto, i Barrett continuano a vivere nella solita enorme villa da film americano – il regista e sceneggiatore Scott Stewart (Legion, Priest) innesta una vicenda di alieni relativamente classica.
Le manifestazioni sono più o meno quelle già viste: dapprima confusione in casa, come se vi si fosse introdotto un ladro; poi gli oggetti trovati disposti in maniera geometrica; ancora a seguire la sparizione di tutte le foto di famiglia; infine una ondata di uccelli che si schiantano contro la casa, morendo nell’impatto. A questa serie di accadimenti si aggiunge la complicata situazione dei figli: Jesse, adolescente, è alle prese con la prima cotta e con qualche problema nei rapporti col padre; il più piccolo invece manifesta comportamenti anomali e sembra avere problemi psicologici quando parla del Sandman come dell’autore di quanto accade in casa. Si scoprirò che è in realtà il soggetto col quale gli alieni hanno iniziato ad interagire direttamente.
La situazione precipiterà nonostante la strenua resistenza dello scettico Daniel, che installa allarmi e telecamere di controllo, e della pragmatica e solida Lacy, che si informa su fenomeni analoghi finendo per credere alla possibilità che si tratti proprio di un incontro con gli alieni. Le fasi finali del film vedranno coinvolto un sedicente esperto sul tema, che preparerà lo spettatore ai botti conclusivi.
Thriller domestico di buona sostanza ma rivedibile compattezza, Dark Skies – Oscure Presenze riesce bene a ricreare la condizione familiare dei Barrett, intesa come famiglia alle prese coi problemi della quotidianità, per poi proiettarla su un piano fantascientifico che offre modo ai membri della famiglia stessa di cementarsi e di ritrovare piena unione di intenti. Particolare e interessante la scelta di rendere la minaccia un qualcosa che va ad attentare alla quiete familiare e domestica, finendo per rendere il pericolo alieno un qualcosa di assai simile alla più classica home invasion, con un vero e proprio assedio e relativa difesa. Discreti e credibili i dialoghi, rimangono dubbi su alcuni passaggi annacquati e sulla mancanza di colpi di scena: la vicenda è fin da subito chiara e si muove su un binario unico e prevedibile, il che è un peccato poiché priva di potenziale diversi momenti del film. Ciononostante, pur nella sua sostanziale banalità di approccio, va lodato il tentativo di Stewart di portare il suo cinema un passo oltre, calandolo in un contesto sociale moderno che, sebbene trattato in maniera semplicistica, farà sì che in molti riescano ad immedesimarsi ed a provare empatia per i personaggi.
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Buono, mi e’ piaciuto, Soprattutto la parte horror che di solito in questo “genere” di film tende ad essere marcatamente dozzinale. Invece si puo’ dire che e’ piu’ horror che fantastico. Certo, non grido al miracolo e parecchi manierismi soliti triti e abusati. Forse, sapendo che comunque ci sono di mezzo “alieni”, alla fine il tutto si fa vedere con piu’ curiosita’. Non un capolavoro certo, ma sicuramente (imho), un piu’ che discreto prodotto!