Piggy Piggy
Michael Uppendahl
case maledette, fantasmi
09/11/2011
13/12/2011
44'
USA
Questo è forse l’episodio che sancisce la mia perdita di fiducia nel rush finale della prima stagione di American Horror Story. Ciò che traspare infatti è una tendenza troppo confusionaria, volta a mischiare presente, passato, fantasmi di varie epoche, materiale ed immateriale in una maniera che non sembra più convincente. A ciò si aggiunge, come nota di demerito, il fatto che l’unico sprazzo di realismo dell’intero episodio, vale a dire il caso del nuovo paziente di Ben, venga gestito in maniera drammaticamente ingenua, con un finale che, accettato il concetto di fatalismo, lascia veramente basiti per un’idea raffazzonata e mediocre. Occasione sprecata.
Impossibile non citare un altro momento francamente discutibile: Constance, tramite una medium, comunica con Adelaide, la figlia affetta dalla sindrome di Down morta nel quarto episodio. Un fantasma che tramite una medium entra in contatto con la figlia, anch’ella fantasma, e morta per la seconda volta. Un pochino troppo, non trovate? Rimane più profondo ed interessante invece il legame tra Violet e Tate, fulcro vero di questo episodio, fatta eccezione per la fuffa. A questo punto, dubbi a parte, viene da chiedersi come sia possibile che Vivien non prenda la decisione di trasferirsi. E invece no, preferisce mangiare un bel cervello crudo portatole da Constance e offertole da Moira. Uh, a proposito! Vivien incontra la dottoressa che le aveva fatto l’ecografia, ricordate? Quella che era svenuta, come terrorizzata da qualcosa. Ebbene, rivela alla donna incinta che ha visto gli zoccoli del bambino che porta in grembo. Wow.

Lascia un commento