Pilot
Ryan Murphy
case maledette, fantasmi
05/10/2011
08/11/2011
51'
USA
C’è voluto un po’ di tempo, ma finalmente approda sulle pagine di Creepy Visions American Horror Story. Prima di addentrarci nel merito dell’episodio pilota, bisogna mettere in chiaro la formula della serie televisiva adottata dai suoi autori: ogni stagione ha un titolo e una trama diversi, narrando quindi un’intera vicenda nel corso di ciascuna stagione per poi tornare l’anno successivo con una trama completamente nuova. La prima stagione è dedicata alla Murder House.
Un antefatto ambientato nel 1978 ci permette di entrare per la prima volta in contatto con un vecchio palazzo vittoriano, all’epoca abbandonato. Due ragazzini armati di mazze da baseball stanno per entrare all’interno dell’edificio quando una bambina affetta da sindrome di Down li avverte che moriranno lì dentro. La coppia di teppistelli non si lascia scoraggiare e prosegue nell’intento di andare a danneggiare finestre, vasi, lampadari e tutto ciò che capita a tiro. Tuttavia, mentre esplorano la cantina, cadono entrambi vittima di una qualche misteriosa entità.
2011: la famiglia Harmon si trasferisce da Boston a Los Angeles per cambiare vita e provar a ripartire. Hanno attraversato momenti difficilissimi: prima la morte del feto durante la gravidanza, poi il tradimento di Ben, colto in flagrante dalla moglia Vivien mentre è a letto con una studentessa. La coppia e l’equilibrio familiare è fortemente messo alla prova, e la donna non è ancora riuscita a superare il dolore e perdonare il marito. La famiglia è completata da Violet, la loro figlia adolescente, che sin da subito avrà grossi problemi di inserimento nella nuova scuola, finendo per avere scontri violenti con altre ragazze.
Nel momento in cui la famiglia si trasferisce nella casa dell’antefatto, viene subito informata del passato burrascoso dell’edificio: in particolare, i precedenti proprietari erano una coppia omosessuale che era stata trovata morta in cantina, probabilmente per omicidio/suicidio. La cosa che sin dal primo episodio del serial appare evidente è il taglio onirico e un po’ spezzettato della narrazione, segmentata e con al suo interno visioni, stati allucinativi e flashback. I protagonisti hanno le loro turbe, così come il paziente di Ben di cui facciamo conoscenza, un ragazzo difficile, ma a colpire è il corredo di personaggi di contorno. In particolare, ritorna la stessa bambina dell’antefatto, che a distanza di 33 anni è ancora una ragazzina sulla decina d’anni, con la particolare abilità di riuscire ad entrare nella casa quando meglio crede. Facciamo conoscenza con sua madre, con la cameriera Moira, un’anziana governante che a Ben appare come giovane e maledettamente provocante. Entra in gioco anche Larry, un uomo con metà volto sfigurato a causa dell’incendio da egli stesso appiccato alla casa e che aveva causato la morte di tutta la sua famiglia. Segue Ben pregandolo di abbandonare la casa. Tutte queste presenze danno l’idea di essere legate alla casa per vari motivi – chi ci ha vissuto, chi ci ha lavorato – e di non essere “reali”, quanto emanazioni, presenze, fantasmi.
Un primo episodio ricco di contenuti, con tanta carne al fuoco, forse anche un po’ troppa. L’impressione è quella di un tentativo di dare un’idea il più possibile esaustiva dell’idea alla base della trama, oltre che di presentare un cast di personaggi curiosi ed inquietanti. La riuscita è buona in più punti, non resta che attendere gli sviluppi sperando siano gestiti in maniera più strutturata. I punti di interesse, ad ogni modo, ci sono tutti.

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